La Nuova Sardegna

Oristano

Piazza Manno, a Oristano il cantiere nuovamente fermo per nuovi ritrovamenti

di Piero Marongiu

	Le mura emerse dagli scavi. E' facile prevede che a ogni scavo se ne trovino altri elementi
Le mura emerse dagli scavi. E' facile prevede che a ogni scavo se ne trovino altri elementi

Uno stillicidio di stop e go che preoccupa i residenti, nel silenzio del Comune

23 aprile 2024
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Oristano La rimozione di un altro tratto della vecchia pavimentazione da parte degli operai dell’impresa Ghiaccio, avvenuto lunedì scorso, ha fatto riemergere la porzione del muro su cui poggiavano la torre di San Filippo e l’ingresso di Porta a Mari.

Si tratta di un altro pezzo della cinta muraria in basalto e calce, individuata alcuni mesi fa dai tecnici della Soprintendenza, che gli operai della ditta hanno ricoperto con la sabbia la settimana scorsa. Ieri mattina gli archeologi che controllano i lavori di scavo hanno provveduto a ripulire il reperto dai detriti che lo ricoprivano, detriti risalenti, presumibilmente, agli anni Sessanta quando vennero realizzati interventi per la posa dei sottoservizi nella piazza. Ieri mattina piazza Manno, come accade spesso, era meta dei curiosi che cercavano di capire quale fosse l’importanza del reperto e se la sua esistenza avrebbe causato un nuovo stop ai lavori.

«Ogni fatto nuovo determina un rallentamento, se non addirittura il fermo delle attività per mesi», ha commentato un residente. «Nel cantiere regna l’incertezza più assoluta, sintomo di idee poco chiare da parte di qualche responsabile», ha aggiunto il titolare di uno degli esercizi commerciali che insistono sulla piazza. Di certo i tecnici della Soprintendenza adesso dovranno effettuare una nuova relazione sulle condizioni del reperto riportato alla luce. E quel lavoro, data la sua complessità, richiederà tempo. Gli amministratori erano consapevoli dell’esistenza dei resti della Porta a Mari, uno dei vecchi ingressi alla città quando ancora esisteva la cinta muraria: li aveva messi in evidenza la campagna di scavo effettuata agli inizi degli anni Duemila. Forse non sono stati ben calcolati gli imprevisti che sono insorti dopo l’inizio dei lavori e questo continua a creare problemi all’impresa, costretta a navigare a vista, e ai cittadini ai quali è precluso perfino il transito nella piazza. Stando alle dichiarazioni rilasciate dagli amministratori comunali, l’intervento doveva servire a valorizzare ciò che rimane del patrimonio storico legato al periodo giudicale.

Ma ai proclami non sono seguiti i fatti e i resti della cinta muraria, quelli della torre di San Filippo e di Porta a Mari, sembrano destinati a rimanere sotto la pavimentazione, da realizzare con inserti di colore differente rispetto a quelli già posati nel resto della piazza, oppure sotto un’aiuola. È un particolare di non poco conto, ma sconosciuto anche al titolare dell’impresa, che ribadisce: «Abbiamo un progetto da seguire e a quello facciamo riferimento. Procediamo come previsto, il resto non è di nostra competenza. Senza questi intoppi i lavori sarebbero stati conclusi da tempo».

Per sapere come andrà a finire non resta che attendere la posa dell’ultimo inserto di basalto, che non sembra essere per nulla vicina.

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