La Nuova Sardegna

Oristano

Archeologia

Recuperata una lastra in pietra appartenuta alla tomba dei giganti del nuraghe Lande di Narbolia

di Enrico Carta

	Il carabiniere con la pietra proveniente dalla tomba dei giganti del nuraghe Lande
Il carabiniere con la pietra proveniente dalla tomba dei giganti del nuraghe Lande

Il ritrovamento è stato possibile grazie all’intuito dei carabinieri di Seneghe che stavano effettuando dei controlli nel garage di una casa. Il reperto è stato affidato alla Soprintendenza

24 aprile 2024
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Seneghe A un occhio inesperto poteva sembrare una banalissima pietra, sebbene la sua forma e quel che vi era inciso sopra lascassero intuire ben altro. Era infatti parte di un’antichissima tomba dei giganti andata distrutta durante un lavoro di sbancamento effettuato diversi anni fa nella zona del nuraghe Lande, che si trova nel territorio di Narbolia. Purtroppo quell’area usata in antichità per la sepoltura non esiste più, ma la sua esistenza, oltre che dalla memoria di chi la conobbe direttamente, è ora testimoniata dalla pietra ritrovata dai carabinieri nel garage di una casa e consegnata alla Soprintendenza per l’archeologia, le belle arti e il paesaggio dell’area metropolitana di Cagliari e delle province di Oristano e Sud Sardegna.

Il reperto era finito sotto sequestro qualche tempo fa in seguito a un intervento dei carabinieri della stazione di Seneghe, che, nel marzo scorso, hanno effettuato dei controlli tra i possessori di armi. Nel garage della casa sottoposta a verifica, i militari hanno notato la pietra e hanno subito intuito che non fosse un masso qualunque, ma che portasse con sé millenni di storia. A quel punto hanno scattato delle fotografie e hanno inviato le immagini al funzionario archeologo della Soprintendenza affinché valutasse la tipologia del reperto. Una volta arrivata la conferma, l’antica e preziosa pietra è stata posta sotto sequestro, mentre il suo possessore è stato denunciato alla procura della Repubblica di Oristano poiché ritenuto responsabile di violazioni della legge che stabilisce delle regole ferree per l’ambito delle ricerche archeologiche.

Secondo quanto stabilito dall’esperto che l’ha esaminato, si tratta di un concio dello sportello detto anche chiusino di una tomba di gigante. La lastra è di forma quasi quasi quadrata con un’altezza di 65 centimetri, la larghezza che va dai 63 ai 70 centimetri per uno spessore di 20. In più ha un rilievo 50 centimetri per 42 sulla facciata posteriore. Le verifiche hanno consentito anche di capire la sua provenienza: arriva per l’appunto dalla tomba dei giganti andata completamente distrutta alcuni decenni fa durante lavori di spietramento del terreno adiacente al nuraghe Lande e all’insediamento antico che gravitava attorno alla torre nuragica principale.

Gli uomini dell’Arma esprimono soddisfazione per questo risultato: «Grazie alle indagini dei carabinieri del Comando provinciale di Oristano, un altro piccolo tassello del patrimonio culturale italiano è stato salvato dalla sicura dispersione e la Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio per la città metropolitana di Cagliari e le province di Oristano e Sud Sardegna di Cagliari, ente statale competente nello specifico settore, ne curerà la valorizzazione e la ricollocazione definitiva».

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