La Nuova Sardegna

Oristano

Scontro a distanza

Cabras, la Fondazione Mont’e Prama replica al sindaco: «Passa il suo tempo a litigare»

di Paolo Camedda

	Il cantiere nel giardino del museo Marongiu a Cabras
Il cantiere nel giardino del museo Marongiu a Cabras

Il presidente Anthony Muroni interviene sul caso del guasto elettrico agli impianti sportivi: «L’abbiamo risolto noi, sarebbe bene che il primo cittadino collaborasse»

04 maggio 2024
4 MINUTI DI LETTURA





Cabras Il guasto elettrico agli impianti sportivi di Via Tharros, provocato dalla rottura di un cavo esterno all’impianto durante i lavori nell'area del Museo civico, è stato riparato dalla ditta che esegue i lavori per la Fondazione nella giornata di giovedì, ma le polemiche non si placano. Non è solo il cavo che sembra essersi spezzato, ma anche i rapporti tra il presidente della Fondazione Mont ’e Prama e il sindaco che già non erano idilliaci. Dopo le parole del primo cittadino, Andrea Abis, che scagiona l’amministrazione dalle responsabilità e imputa le stesse alla ditta che sta gestendo i lavori al museo Marongiu per conto della Fondazione, arriva la dura replica del presidente di quest’ultima, Anthony Muroni: «Sono dispiaciuto, ancorché non sorpreso, dai toni utilizzati dal sindaco che è anche vicepresidente della Fondazione. Rappresenta un quadro distorto di quanto avvenuto e per questo mi preme tutelare il responsabile dell’area tecnica della Fondazione che, da subito, ha attivato la direzione dei lavori per il parco e l’impresa. Quest’ultima ha messo nero su bianco di non essersi mai avvicinata ai pozzetti delle linee elettriche segnalate. Ora si scopre che il cavo danneggiato era in una posizione in cui non sarebbe dovuto essere. Sono situazioni non nuove, quando parliamo di gestione dell’Ufficio tecnico comunale».

Riferendosi alle parole del sindaco, Anthony Muroni prosegue: «Vorrei capire a quale titolo la Fondazione avrebbe potuto imporre una riparazione, se in tre distinte comunicazioni il Comune ha segnalato tre diversi punti in cui vi sarebbe stato il danno. Ora, grazie al nostro Ufficio tecnico si è venuti a capo del guasto. Quanto a un’ipotetica richiesta danni che il Comune, socio della Fondazione, vorrebbe porre in capo a quest’ultima, le imprese dispongono di un’assicurazione obbligatoria, che rifonderà eventuali danni».

Non è la prima volta che fra Comune e Fondazione si arriva allo scontro. «Occorre chiedersi l’origine di questa acrimonia da parte del sindaco nei confronti della Fondazione e delle sue attività – prosegue il presidente Muroni –. Non una parola o una condivisione è stata da lui spesa sulla nuova esposizione, sui successi internazionali, sulla didattica con le scuole, sul laboratorio di restauro, sui Venerdì al museo. Con il resto del consiglio di amministrazione siamo arrivati a credere che ci sia una sorta di fastidio per il fatto che la Fondazione apre e conclude i suoi cantieri: la recinzione di Tharros, realizzata dopo venticinque anni di incuria, la ristrutturazione della chiesa di San Salvatore e la riapertura dell’ipogeo, i grandi lavori in corso a Mont ’e Prama». Muroni entra quindi nel merito dei lavori nell’area museale: «Per il cantiere del parco siamo alla situazione kafkiana: abbiamo ripulito una zona a tutela ambientale che era diventata una foresta equatoriale, all’interno della quale si annidava ogni tipo di spazzatura. Questo a fronte di un cantiere per la nuova ala del museo che arranca da sei anni e per la quale ogni tre mesi viene annunciata la fine dei lavori». E ancora aggiunge: «Se poi guardiamo alle fogne di San Giovanni, al definanziamento della pista ciclabile per Torregrande per un cantiere mai aperto, crediamo che il sindaco dovrebbe essere più prudente nel criticare i lavori pubblici realizzati dalla Fondazione. Quanto agli espropri a Mont ’e Prama, annunciare, dopo anni di silenzio, che è tutto risolto e non citare i cospicui finanziamenti che la Fondazione attende di poter spendere in quell’area, non ci tranquillizza».

Il presidente ribadisce, infine, l’invito al Comune, già espresso in passato in altre circostanze: «Non posso fare altro che ripetere anche pubblicamente, e nei avrei fatto volentieri a meno, se la Fondazione non fosse stata tirata in ballo a sproposito, un invito al Comune e nello specifico al sindaco per una collaborazione leale e costruttiva, per la buona riuscita della Fondazione, come regolarmente fanno il Ministero e la Regione. Tutti lavoriamo e dovremmo lavorare esclusivamente per il bene pubblico e non per le pure legittime affermazioni personalistiche. Se si passa il tempo a litigare con tutti si perdono energie preziose e difficilmente si arriva al risultato».

© RIPRODUZIONE RISERVATA

In Primo Piano
Il dossier

Top 1000, un’isola che si batte e cresce nonostante tutto

di Giovanni Bua
Le nostre iniziative