La Nuova Sardegna

Oristano

L’udienza

Cliente palpeggia una cameriera nel bar a Seneghe, «Non erano passati 10 secondi, quindi zitta»

di Enrico Carta

	Il tribunale di Oristano dove si celebra il processo
Il tribunale di Oristano dove si celebra il processo

Lei lo accusa e lo porta a processo, lui si sarebbe difeso ricordando la sentenza del tribunale di Roma che assolveva perché la durata era pochi istanti

21 maggio 2024
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Seneghe Dieci secondi erano stati indicati come la durata massima entro la quale un palpeggiamento nelle parti intime non era da considerarsi abuso sessuale. Un bidello era stato assolto nel luglio del 2023 dai giudici del tribunale di Roma proprio perché la sua “toccatina”, chiamiamola così anche se per il codice penale la toccatina è inevitabilmente un reato assai grave, era durata meno di quel tempo limite. Pochi giorni più tardi, quando quella sentenza aveva fatto ormai il giro dei media italiani, un avventore di un bar di Seneghe, di fronte al rimprovero di una cameriera del locale, le aveva risposto: «Non sono passati dieci secondi, quindi fai silenzio». Manca l’antefatto che avrebbe portato Claudio Piras, 40enne originario di Oristano, residente in Trentino e temporaneamente domiciliato a Seneghe, a proferire quelle parole. Qualche attimo prima avrebbe infatti palpeggiato la cameriera che ha quindi deciso di denunciarlo.

La storia, arrivata ora in tribunale, è però più complessa ed è stata esposta dalla parte offesa nella prima udienza del processo che si è aperto ieri mattina di fronte al collegio presieduto dalla giudice Silvia Palmas, a latere i colleghi Marco Mascia e Cristiana Argiolas. La ragazza ha raccontato di aver preso servizio in un bar di Seneghe proprio a luglio dello scorso anno, all’incirca nei giorni in cui una sezione del tribunale di Roma stava per emettere la sentenza poi diventata famosa oltre che oggetto di critiche e disamine varie nei talk show e sugli immancabili commenti dei social media. Rispondendo alle domande del pubblico ministero Valerio Bagattini, la ragazza che si è costituita parte civile assistita dall’avvocata Rossella Oppo ha dichiarato che il cliente che non conosceva si presentò al bar e, mentre lei gli passava vicino dopo avergli chiesto cosa volesse ordinare, fu palpeggiata.

Fu la prima volta e si chiuse con un rimprovero deciso affinché il gesto non si ripetesse, tanto che Claudio Piras lasciò il locale subito. Qualche giorno più tardi, però, sarebbe accaduto di nuovo. È stata ancora la parte offesa a ripercorrere quegli istanti e a riferire in aula di quella risposta sui dieci secondi di tempo. A quel punto sporse querela dopo aver chiesto l’intervento dei carabinieri e aver raccontato al titolare del bar e a sua moglie, i quali avrebbero avuto anche una breve discussione con il loro cliente. Proprio il comandante della stazione di Seneghe, il maresciallo Cesare Proietti, ha ricordato come assieme ai suoi colleghi fosse intervenuto per capire cosa fosse accaduto. Raccogliendo le prime testimonianze, in particolare il racconto della ragazza, fece scattare l’indagine da cui è poi scaturito un provvedimento di codice rosso che obbliga Claudio Piras a non avvicinarsi alla presunta vittima. Nella prossima udienza del 16 luglio sono chiamati a deporre altri due testimoni del pubblico ministero, mentre le difesa dell’imputato, affidata all’avvocata Agnese Fenu, ancora non ha scoperto le proprie carte.

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