La Nuova Sardegna

Oristano

Le indagini

Una fucilata per uccidere, così l’allevatore di Ghilarza è scampato a un agguato a Tadasuni

di Enrico Carta

	Un tratto di Corso Impero a Tadasuni, strada in cui è avvenuto l'agguato
Un tratto di Corso Impero a Tadasuni, strada in cui è avvenuto l'agguato

L’auto di Ugo Marceddu, 62 anni, è stata centrata da un unico colpo sparato contro il parabrezza. Il tentato omicidio è avvenuto in Corso Impero: la vittima era appena salita in macchina dopo aver lasciato un bar

28 maggio 2024
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Tadasuni Prima una bevuta al bar e quattro chiacchiere con amici e conoscenti, poi di nuovo in macchina per prendere la strada del rientro verso Ghilarza. Quando però Ugo Marceddu si era appena immesso su Corso Impero, la strada provinciale 15 nonché via principale di Tadasuni, una fucilata ha cancellato il silenzio della sera di sabato 25 maggio. L’auto è stata centrata al parabrezza all’altezza del guidatore che però non si è certo fermato e pur con la visibilità ridotta per il vetro rotto ha proceduto spedito verso la salvezza. Arrivato a Ghilarza si è quindi presentato in caserma per denunciare ai carabinieri quanto appena accaduto. I militari dell’Arma indagano per tentato omicidio perché appare strano che quella singola fucilata fosse solo una minaccia, proprio perché esplosa da non troppo lontano e a un’altezza che non lascerebbe dubbi. Allo stesso tempo fa però riflettere il fatto che sia stato sparato un unico colpo, fatto insolito per chi aveva eventualmente deciso di mettere fine alla vita di Ugo Marceddu. È però possibile che il killer mancato avesse la necessità di fare tutto con la massima velocità per evitare di essere notato.

Perché, chi ha sparato, voleva uccidere proprio lui? La vera domanda è questa, ma sinora non ha un risposta sebbene alcuni testimoni, soprattutto gli avventori dello stesso bar in cui si era intrattenuto, abbiano assistito alle fasi immediatamente successive all’agguato. Il passato di Ugo Marceddu, allevatore di 62 anni, non è del tutto tranquillo e anche un anno fa era stato protagonista di un episodio di sangue, perché a Ghilarza, durante la festa di San Palmerio aveva colpito con una coltellata un 32enne che se l’era cavata  con qualche lesione. Una denuncia era seguita a quel gesto, ma vien difficile ipotizzare che l’episodio di qualche giorno fa sia legato a quello della festa dell’anno prima. È alquanto improbabile che qualcuno possa aver seguito Ugo Marceddu sino a Tadasuni per fargli pagare il conto proprio per quella coltellata, che resta un momento marginale in mezzo ad altre vicende non proprio limpide che l’avrebbero visto protagonista in anni passati.

Altra certezza è che all’interno del bar non ci sarebbero stati attriti con altre persone, che andrebbero quindi escluse dal novero dei possibili nemici dell’allevatore. Allora è proprio sul movente che si stanno concentrando le indagini dei carabinieri, coordinate dalla procura della Repubblica e sotto la supervisione del comandante provinciale dell’Arma Steven Chenet. L’episodio è da associare a questioni legate al mondo delle campagne oppure ci sono altri motivi che hanno portato il mancato assassino sino a Tadasuni? Altra domanda: chi ha sparato è una persona del paese? Finora non ci sono risposte, ma lo stesso comandante dei carabinieri ammette che il clima a Tadasuni si è fatto alquanto caldo. Solo due settimane prima, il 13 maggio, c’era stato un attentato incendiario ai danni delle auto di proprietà dell’allevatore 50enne Salvatore Miscali. Al momento non c’è motivo di ritenere che i due fatti siano legati, ma è comunque un elemento che viene verificato con attenzione per cercare anche di capire come mai un paese tranquillo sia stato al centro di due episodi di cronaca così gravi a breve distanza l’uno dall’altro.

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