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Oristano

Il processo

Evasione fiscale a Oristano, condannati il notaio Luigi Ianni e la moglie

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CASERMA GUARDIA DI FINANZA ORISTANO
- CASERMA GUARDIA DI FINANZA ORISTANO

Erano accusati di aver fatto operazioni fittizie tramite società non operative per sottrarre al fisco circa 577mila euro di tasse. L’accusa aveva chiesto la pena di due anni per il professionista e l’assoluzione per la consorte

10 giugno 2024
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Oristano La condanna è doppia. La decisione del giudice monocratico Marco Mascia è ancora più pesante delle richieste formulate dal pubblico ministero e alla fine il notaio Luigi Ianni e sua moglie Cinzia Casula sono stati ritenuti colpevoli di evasione fiscale. C’è ovviamente la possibilità di fare appello, ma per ora il primo dovrà scontare una pena di tre anni, la seconda di un anno e sette mesi usufruendo della sospensione condizionale. È la conclusione di un processo molto lungo e non senza scontro tra accusa e difesa che avevano rappresentato la vicenda in modo diametralmente opposto.

Qualche mese fa il pubblico ministero, al termine della requisitoria, aveva chiesto la condanna a due anni per il professionista e l’assoluzione per la moglie, ritenendo solo il primo responsabile dell’ideazione e della costruzione di un sistema che sarebbe stato utilizzato per eludere il fisco. Alla fine, con la creazione di una società su cui scaricava spese e oneri, il notaio e la moglie avrebbero evitato il pagamento di 577mila euro di tasse. Stando alle accuse figlie delle indagini della Guardia di finanza, la società Uraki avrebbe infatti emesso fatture e le avrebbe giustificate con operazioni fittizie per servizi mai eseguiti: quello era il modo che gli avrebbe consentito di evadere le imposte. Sarebbe il classico metodo delle società cartiera ovvero una serie di scatole vuote in cui far confluire soldi di altre attività sottraendoli così al fisco.

La difesa aveva contestato questa ricostruzione, salvo trovarsi in linea con l’accusa per la richiesta di assoluzione di Cinzia Casula, moglie del notaio, assoluzione che poi non è arrivata. L’avvocato Filippo Viola che la tutelava, pur ribadendo che l’intero impianto accusatorio non era supportato da una corretta interpretazione dei fatti e del ruolo delle due attività professionali – lo studio notarile e la società Uraki –, era arrivato alla stessa conclusione evidenziando la sua estraneità all’intera operazione. Estraneità non riconosciuta dal giudice. In attesa di conoscere le motivazioni, il tutto potrebbe essere legato al fatto che qualche testimone ha confermato di essersi in più di un’occasione rapportato con lei per svolgere mansioni lavorative e pagamenti e questo avrebbe confermato che l’imputata avrebbe avuto un ruolo non solo di semplice spettatrice all’interno della società a lei intestata.

Gli occhi erano però tutti puntati sul notaio Luigi Ianni, assistito dagli avvocati Italo Doglio e Luigi Porcella e ritenuto il vero ispiratore di questa manovra di evasione fiscale. I legali avevano ribadito che il professionista non svolgeva il ruolo di amministratore di fatto della società intestata alla moglie, la quale avrebbe invece svolto normalmente attività lavorativa. I servizi della Uraki per conto dello studio notarile sarebbero stati realmente svolti e non sarebbero stati fittizi così da giustificare il pagamento dei soldi poi sottratti al fisco. E a testimoniare ciò ci sarebbero proprio i dipendenti di entrambe le attività.

Al processo si è quindi battuto molto su spese non giustificabili portate comunque in detrazione dalla società Uraki, come la corrente elettrica dell’utenza domestica. Allo stesso modo un’altra attività commerciale finita nel mirino del procura sarebbe stata gestita direttamente da Cinzia Casula e non dal marito notaio. C’era poi una serie di questioni tecniche, meccanismi e norme su cui si basa il fisco che coinvolgono l’Agenzia delle entrate e la commissione tributaria. Alla fine, tutto è rimasto in piedi. L’accusa ha retto e anzi il giudice è andato più in là sia come pesantezza della pena inflitta sia sul coinvolgimento della moglie del notaio.

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