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Lavori sulla strada Oristano-Santa Giusta, mattina da inferno e proteste

di Caterina Cossu
Lavori sulla strada Oristano-Santa Giusta, mattina da inferno e proteste

Pressoché inaccessibili gli ingressi di tutte le attività commerciali. La disperazione dei titolari: «Nessuno ci ha avvisati, stiamo rischiando di chiudere»

19 giugno 2024
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Oristano «Non posso più nemmeno entrare in casa, oltre che aprire la palestra. Hanno sventrato l’asfalto a colpi di martello pneumatico, non ho potuto ovviamente fare nulla». È stato un risveglio traumatico ieri per Elio, che racconta quanto accaduto davanti alla palestra Planet Gym, situazione che vale per tutte le aziende che si affacciano sulla via Giovanni XXIII, strada che collega Oristano e Santa Giusta, dove sono presenti molte attività commerciali ostaggio del cantiere di rifacimento della strada da circa un anno.

I titolari si sono ritrovati gli accessi alle loro aziende impraticabili al momento dell’apertura delle serrande, un esordio di giornata che definire concitato è eufemismo. Nessuno, infatti, aveva più l’accesso diretto alla propria vetrina. I toni sono ormai esasperati. «Si cercano interlocutori nelle istituzioni senza trovarne, perché ci rimpallano da un ufficio all’altro, tra Comune e Consorzio Industriale» lamentano le imprese. Così, in molti, pensano di preparare un esposto. «La mia è un'attività distrutta, la mia esistenza è distrutta e mi stanno facendo fallire», denuncia Tiziano Casta, titolare dell’autosalone TS Cars: «Non un preavviso, non una data di fine lavori, non ho neanche la certezza che una volta terminata la strada mi resti l’accesso alla rivendita, perché la viabilità sarà modificata. Questa situazione è una vergogna». E prosegue con il racconto della mattinata di ieri: «Semplicemente arrivo e scopro sul momento di essere l’unico a esser completamente isolato, il mio negozio è impenetrabile. Non posso tirare fuori le auto, non posso pulirle, non posso farle vedere ai clienti, non posso venderle. Devo pagare affitti, dipendenti, rate, come faccio?»

Non va meglio nella concessionaria vicina, Alternative Car dove, dati fiscali alla mano, quest’anno il titolare denuncia «un calo che oscilla tra il 50 e il 60 per cento delle vendite sull’anno precedente. Noi non diciamo che i lavori non vadano fatti, ci mancherebbe, ma ci vogliono programmazione e tempi certi. Per questo, abbiamo comunque disdetto l'affitto e andremo via». Nell’attuale locale l’entrata è possibile, ma difficoltosa e non completamente sicura: bisogna infatti oltrepassare con delle gincane l’accesso dell’ultima attività della strada, il birrificio di Birra Puddu, peraltro percorrendola contromano.

«Il punto ristoro del birrificio resta chiuso e non sappiamo per quanto tempo», conferma il birraio Mauro Fanari. Allo stesso modo avrebbe chiuso per un periodo di ferie anche Francesco Mulas del Creo Store, negozio di mobili, se fosse stato avvisato per tempo dell’impraticabilità degli accessi: «Ho due punti vendita e per quello di Sanluri, quando sono stati fatti i lavori stradali, abbiamo ricevuto una posta elettronica certificata domani giorni prima circa, così abbiamo potuto fare un turno di chiusura e limitare i danni. Qui abbiamo solo incertezze e mancati guadagni», commenta.

La zona artigianale tra Oristano e Santa Giusta è sconquassata già da tempo, ma ora si è iniziato a scavare sulla principale arrivando definitivamente alla fase più invasiva del progetto, quella che coinvolge direttamente le attività. Da qui in poi ci si preoccuperà del tratto di carreggiata in ingresso verso il capoluogo, che dovrebbe ricadere comunque sotto la competenza del Comune di Santa Giusta, anziché del Consorzio Industriale, che sarebbe invece competente per l’altro lato della carreggiata. Cambierà la conformazione della strada stessa, con l’inserimento di rotonde e degli accessi alla lottizzazione.

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