Anziana truffata per 40mila euro a Oristano, la finta maga patteggia venti mesi
Antonietta Oliva era accusata di truffa assieme al figlio che andrà alla messa alla prova. Avevano convinto la vittima di avere il malocchio e avevano promesso l’intercessione di un santone in cambio del denaro
Oristano Più che il malocchio avevano tolto all’anziana che credeva di esserne colpita circa 40mila euro. C’è però un tempo per incassare e un tempo per pagare sopratutto quando la giustizia bussa alla porta. Qualche settimana fa, davanti al giudice per le udienze preliminari Salvatore Carboni, ha patteggiato la sedicente maga. La pena per Antonietta Oliva, 64 anni originaria di Roma da tempo residente a Oristano, è stata di un anno e otto mesi in seguito all’accordo tra il pubblico ministero Andrea Chelo e l’avvocata Rosaria Manconi. Il secondo imputato di questa storia, Manuel Albarello (difeso dall’avvocato Pier Luigi Meloni), figlio della donna dai presunti poteri soprannaturali e accusato di aver collaborato con la madre nell’ordire la trama per svuotare il conto dell’anziana, ha avuto nella vicenda un ruolo minore e sarà ammesso all’istituto della messa alla prova con il quale estinguerà qualsiasi pena. La madre intanto col patteggiamento ha evitato misure detentive o pene da scontare dopo essere stata colpita assieme al figlio dal divieto di avvicinamento alla persona offesa. A proposito di quest’ultima, dopo la costituzione di parte civile assistita dall’avvocato Luciano Cau, potrà ora chiedere il risarcimento dei danni.
Non è una cifra di poco conto perché, secondo quanto ricostruito dalla Squadra mobile della polizia di Stato che svolse le indagini, la truffa messa in piedi è stata di circa 40mila euro. Secondo gli inquirenti coordinati dal dirigente Samuele Cabizzosu, Antonietta Oliva aveva fatto credere di essere vittima di malefici. Le aveva prospettato un futuro nerissimo in cui avrebbe visto morire, una dietro l’altra, le persone a lei più care. Il responso di carte e tarocchi era inequivocabile e prefigurava sciagure inenarrabili. Sarebbe stata un’ecatombe che avrebbe colpito il marito, i figli e persino i nipoti se non ci fosse stato qualcuno di buon cuore capace di inviare al Cielo le giuste preghiere. E quel qualcuno l’avrebbe trovato ovviamente lei. Una volta capito che la sua vittima era terrorizzata, aveva messo in atto la seconda parte del piano: farsi pagare per allontanare il Maligno.
Antonietta Oliva aveva raccontato di avere un contatto diretto con la persona che l’avrebbe condotta fuori dalla burrasca della sfortuna. Aveva inventato un personaggio inesistente, tale padre Casimiro, indicandolo come guida spirituale di un gruppo impegnato proprio nell’allontanare il malocchio. Per rendere più credibile la storia imbastita aveva finto una corrispondenza via mail col santone che tutto avrebbe guarito: oltre alle indicazioni su come scacciare le attenzioni del demonio aveva dato quelle su quanto bisognasse pagare e su come bisognasse farlo. Madre e figlio avrebbero fatto da emissari e si sarebbero divisi i compiti. Mentre la sedicente maga si offriva di leggere le carte e predire il futuro, mantenendo i contatti con Padre Casimiro, Manuel Albarello avrebbe svolto il ruolo di esattore andando a riscuotere i 40mila euro, lasciando alla pensionata truffata persino delle ricevute quale riscontro dell’avvenuto pagamento che avveniva rigorosamente in contanti. Tutto andò avanti sino a che un parente dell’anziana raggirata si accorse dei pesanti ammanchi mensili e così decise di chiedere chiarimenti e di intervenire. Dopo appostamenti e pedinamenti, c’era stata la perquisizione nella casa in cui madre e figlio abitano: era lì che custodivano le carte e i tarocchi e parte del denaro ricevuto che ora saranno anche chiamati a restituire.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
