La Nuova Sardegna

Oristano

Il provvedimento

Tonio Mura lontano dai campi per un anno, Daspo al proprietario della Tharros

di Enrico Carta
Il parapiglia del dopo partita tra Tharros e Carbonia
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Il parapiglia del dopo partita tra Tharros e Carbonia

La decisione della questura per il parapiglia dello spareggio salvezza perso l’11 maggio dai biancorossi contro il Carbonia. Probabile il ricorso al Tar per chiedere l’annullamento

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Oristano Il Daspo annunciato si è materializzato: il proprietario della Tharros Tonio Mura dovrà stare lontano dai campi da gioco per un anno e non potrà avvicinarsi ad alcun impianto o luogo in cui siano in corso eventi sportivi. Che giochino i biancorossi oristanesi o meno non sarà un fatto rilevante: qualsiasi squadra scenda in campo o qualsiasi atleta si prepari a gareggiare, dovrà rispettare quella prescrizione imposta dalla questura. Già domenica scorsa, in occasione della gara del girone del primo turno di Coppa Italia, Tonio Mura non si era visto al campo sportivo di Tanca Marchese dove la Tharros stava disputando il suo secondo match ufficiale della stagione contro l’Arborea.

Il provvedimento gli era stato già notificato e così il patron biancorosso si è tenuto alla larga dall’impianto di gioco per evitare di incorrere in sanzioni e in guai giudiziari ben peggiori, per quanto l’arrivo del Daspo sia stata una mazzata. La decisione della questura di Oristano poggia le sue radici sugli accertamenti effettuati in merito ai fatti della fine della partita di spareggio tra la Tharros e il Carbonia. Lo scorso 11 maggio ci si giocava la permanenza nel campionato di Eccellenza, torneo che gli oristanesi hanno dovuto salutare in seguito alla retrocessione decretata dal campo. Al termine del match però gli animi si erano surriscaldati e si era accesa una discussione alquanto animata che già aveva avuto i suoi strascichi legati alla giustizia sportiva. Poi, però, la vicenda ha avuto questa ulteriore coda che, c’è da giurarlo, non sarà l’ultima. Nelle scorse settimane la questura di Oristano aveva spiccato il primo provvedimento andando a colpire con il Daspo di un anno – non due come erroneamente riportato nel precedente articolo di qualche giorno fa – l’ex portiere biancorosso Gabriele Dardano Mereu, che nello spareggio difendeva la porta della Tharros e che lasciò i pali al triplice fischio dell’arbitro restando coinvolto nel parapiglia con gli avversari e lasciandosi andare ad atti di violenza, secondo quanto riportato nel provvedimento che, salvo ribaltamenti di giudizio, per ora gli impedisce di giocare.

In mezzo al mucchio, dopo aver lasciato gli spalti, finì anche Tonio Mura che, secondo la questura, ebbe una serie di comportamenti non idonei. Il primo riguarda proprio l’essere entrato nel terreno di gioco pur non essendo inserito nella lista dei tesserati. A quel punto poi, secondo la ricostruzione della questura, nulla avrebbe fatto per calmare gli animi e, anzi, si sarebbe diretto verso l’arbitro per lanciargli contro qualche parolina tutt’altro che gentile, ritenendolo responsabile di una direzione di gara inadeguata. Questo avrebbe peggiorato la situazione e, solo all’arrivo dei carabinieri, gli animi si quietarono, mentre l’arbitro veniva scortato fuori dal terreno di gioco. Il proprietario della Tharros, al pari dell’ex portiere Gabriele Dardano Mereu, ha una sola strada da percorrere: il ricorso al Tar per chiedere la modifica o l’annullamento del provvedimento. Agli avvocati Ezio Ullasci e Valerio Martis che assistono entrambi, spetta la scelta della strategia. Per ora, niente calcio e niente sport.

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