La Nuova Sardegna

Oristano

Il disservizio

Oristano, 500 pensioni bloccate per mancanza di personale

di Michela Cuccu
Oristano, 500 pensioni bloccate per mancanza di personale

Nell’ufficio pensioni-gestione privata della sede provinciale dell’Istituto previdenziale è al lavoro una sola liquidatrice

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Oristano Più di cinquecento pratiche ferme e la pensione non arriva. Il motivo è tutto legato alla mancanza di personale all’Inps. Succede che nell’ufficio pensioni-gestione privata della sede provinciale dell’Istituto previdenziale è al lavoro una sola liquidatrice: l’altro collega è infatti in malattia ma l’Inps non ha provveduto a nominare un supplente. Così il tempo passa, le pratiche da evadere si accumulano e centinaia di lavoratori del settore privato e autonomi andati a riposo sono ancora in attesa di poter riscuotere la pensione, con conseguenze facilmente immaginabili: niente soldi per fare la spesa, pagare l’affitto di casa e le bollette, solo per fare qualche esempio. Il timore è che questa situazione difficilmente potrà essere sbloccata in tempi brevi, ma che anzi possa addirittura peggiorare perché, mese dopo mese, le domande inevase si accumuleranno. Ieri i responsabili dei nove patronati presenti in provincia(Acli, Enapa-Confagricoltura, Enasco 50&più-Confcommercio, Epasa itaco-Cna, Inapa-Confartigianato, Inca-Cgil, Inas -Cisl, Ital-Uil, Sias-Mc) sono stati ricevuti dal direttore provinciale dell’Inps Pierpaolo Mele e da altri responsabili di area e dell’ufficio relazioni con il pubblico. «La situazione che ci è stata illustrata è persino peggiore di quanto potevamo immaginare – dice Antonio Cubeddu, responsabile del patronato Inca Cgil –. Abbiamo appreso infatti che ci sono oltre cinquanta pratiche di pensioni di anzianità ancora inevase, sono invece quasi il triplo quelle di vecchiaia e poi ci sono quelle di inabilità, trentacinque domande di Ape sociale. Sono ferme anche settanta pratiche per le pensioni cumulative delle quali dieci riguardano lavoratori della scuola. A queste si aggiungono le domande di pensione per lavori usuranti mentre sono ventitrè le richieste di indennizzo di altrettanti commercianti che hanno chiuso la loro attività». Anche Angelo Erriu, responsabile di Inas Cisl, non nasconde la preoccupazione: «Avevamo chiesto l’incontro a seguito dei troppi ritardi segnalati dagli utenti. Il nostro timore è che se non ci sarà un intervento almeno in termini di sussidiarietà da parte delle altre sedi Inps che, attivando il loro personale, possano aiutare a smaltire l’enorme cumulo di pratiche inevase, la situazione rischia di peggiorare». I sindacalisti spiegano che in nell’ufficio dell’Inps di Oristano, l’unica liquidatrice, tra l’altro di recente assunzione, lavora a ritmi serrati. «Tuttavia è comprensibile che da sola non potrà mai smaltire in tempi accettabili tutte le pratiche in sospeso – dice ancora Antonio Cubeddu – e siccome qui parliamo di persone che dopo aver lavorato per una vita si vedono se non negare, comunque ritardare i diritti da loro maturati, appunto la pensione, la situazione è veramente preoccupante. Dover attendere tre mesi per ricevere la prima pensione, con importi provvisori e dunque con il rischio di dover attendere chissà quanto tempo per avere la pensione definitiva, è a dir poco inaccettabile. Se poi consideriamo che avviene in una provincia dove la media degli assegni è tra le più basse a livello nazionale, il quadro è completo». Il problema di fondo è che anche l’Inps, che rappresenta il più grosso istituto di previdenza sociale in Europa, oggi si trova a fare i conti con organici ridotti a fronte di carichi di lavoro in crescita.

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