La Nuova Sardegna

Oristano

Estorsione

Truffa del finto incidente ai danni di un’anziana: due arresti

di Enrico Carta
Truffa del finto incidente ai danni di un’anziana: due arresti

La donna aveva consegnato denaro e gioielli per evitare che il figlio finisse in prigione. Indagine lampo della polizia di Oristano

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Oristano Una manovra di accerchiamento. La si potrebbe definire così quella messa in pratica da due persone residenti in Campania ai danni di un’ anziana. Dopo un’indagine lampo della polizia di Stato di Oristano i due sono finiti in carcere, su misura cautelare disposta dal giudice per le indagini preliminari su richiesta della locale procura della Repubblica e ora sono accusati di estorsione. Il metodo usato non è certo nuovo, è quello assai conosciuto del finto incidente cui poi segue la richiesta di denaro a opera di un falso esponente delle forze dell’ordine. In più questa volta, il piano è stato pensato con una ulteriore aggiunta: quella di un falso avvocato.

Tutto è successo lo scorso agosto, quando la vittima era stata contattata al telefono di casa. Dall’altra parte della cornetta un uomo si presentava come maresciallo dei carabinieri per raccontare la solita storia: il figlio dell’anziana aveva investito una donna incinta e per questo motivo rischiava l’arresto. Per scongiurare le manette al figlio era stata prospettata una soluzione: la donna avrebbe dovuto pagare una cifra in contanti e se non avesse avuto la disponibilità avrebbe potuto consegnare anche dei gioielli. Per esercitare ulteriore pressione le era stato anche detto che il figlio, qualora fosse stato arrestato, aveva detto che si sarebbe suicidato.

L’anziana, mentre era impegnata al telefono della rete fissa, era stata contattata anche al cellulare. Dall’altra parte un altro uomo, che fingeva di essere l’avvocato del figlio e le diceva che avrebbe mandato un suo collaboratore a prendere i soldi e i gioielli, che sarebbero serviti a scongiurare l’arresto. Poco dopo, alla porta dell’anziana, si era presentata una persona che, oltre a raccogliere i soldi, si era data molto da fare anche per raccattare quanti più gioielli possibile.

Era stata addirittura l'anziana a indicare il nascondiglio dopo essere cascata nella trappola. Il diavolo fa le pentole, ma non i coperchi e il malfattore, insieme a un complice che lo aveva atteso in macchina, veniva notato da un ispettore della Squadra Mobile, in quel momento libero dal servizio, ma ignaro di quanto appena accaduto. Fatto sta che l’anziana, dopo alcune ore si avvedeva di essere stata raggirata e dava l’allarme.

I poliziotti della Squadra Mobile di Oristano, coordinati dal dirigente Samuele Cabizzosu, grazie anche alle informazioni fornite dal loro collega, dopo alcune ore indentificavano i due che nel frattempo erano riusciti a lasciare l’isola. Uno di loro era però tornato in Sardegna dopo appena una settimana e, con lo stesso stratagemma, aveva estorto soldi e gioielli ad una altra vittima. Ma stavolta gli uomini della polizia di Stato erano stati più celeri e, in collaborazione con l’Arma dei Carabinieri, lo avevano bloccato al Porto di Cagliari arrestando lui e un altro complice. A quel punto è stata ultimata l'indagine che ha consentito di individuare anche l'altra persona sospetta, finita in carcere dopo il provvedimento preso pochi giorni fa dal giudice.

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