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Pass per le borgate marine, il caso diventa politico: «Il Comune pensi anche ai servizi»

di Paolo Camedda

	Camper e auto parcheggiate sul lungomare
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Camper e auto parcheggiate sul lungomare

Le reazioni dei gruppi di minoranza dopo la decisione della giunta

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San Vero Milis Mentre la giunta sta definendo i dettagli del Piano parcheggi per la marina, la minoranza consiliare fa sentire la sua voce sulla rivoluzione che partirà a giugno. «C’è prima di tutto un discorso legato all’approccio alla questione – dichiara Salvatore Pinna, del gruppo “Santeru: lavoro, opportunità e innovazione” –. Il turismo richiederebbe una trattazione tecnica e non politica. Detto questo, le azioni amministrative hanno come obiettivo quello di fare gli interessi dei cittadini. Il provvedimento non dovrebbe togliere alcunché al cittadino di San Vero ed è giusto che anche chi viene da fuori dia un minimo contributo ai costi di gestione. La frequentazione delle spiagge generano 100mila euro di rifiuto indifferenziato e questo ha portato ad un aumento della Tari per tutti i sanveresi. Quindi ritengo giusto che si regolamenti il parcheggio delle auto e che i camper non parcheggino più nel lungomare ma in aree dedicate».

Poi Salvatore Pinna poi precisa: «Come gruppo vorremmo però che al contempo si offrissero più servizi. Per questo secondo noi bisognerebbe attivare quindici piazzole con servizi di doccia, toilette e bidoni per la raccolta differenziata e non per l’indifferenziata, com’è stato fino a oggi, con tanti maleducati che abbandonano le buste della spazzatura negli accessi alle spiagge. Agendo in questa maniera si creerebbero anche nuovi posti di lavoro. Se durante la stagione nella marina vengono 400mila turisti e si fanno tutti una doccia al costo anche di un euro, darebbero un incasso importante e al contempo gli si offre un servizio. Naturalmente, tutto andrebbe ben controllato». Secondo il gruppo di minoranza un altro punto critico sarebbe rappresentato dai controlli deficitari: «Riteniamo che sia necessario incrementare i controlli – afferma Salvatore Pinna –, utilizzando ad esempio i barracelli, dato il degrado in cui versa la marina, con l’inciviltà e la maleducazione dilagante di contro alle poche risorse umane disponibili. Se ci sono due vigili per turno che si trovano a Su Crastu Biancu, non si può pensare che a S’anea scoada o a Sa mesa longa sia tutto a posto. San Vero ha quasi 27 chilometri di costa, di cui circa nove fruibili e le strade sono piene di buche e in cattive condizioni. Questo va a discapito dell’immagine della marina e del paese. E anche l’Unione dei Comuni dovrebbe fare di più». Prosegue poi il consigliere di minoranza: «Come è stato fatto a Cabras, anche da noi servirebbero le sentinelle per il controllo nelle spiagge. Purtroppo nella marina di San Vero i bagnanti fumano e mangiano senza regole e questo produce tanta spazzatura. Di recente il nostro gruppo ha presentato un’interrogazione proprio sulle condizioni di degrado del litorale, chiedendo cosa intendano fare per migliorare la situazione».

Sulla stessa linea si trova Massimo Ninu, consigliere dello stesso gruppo: «Siamo favorevoli all’aumento dei parcheggi a pagamento nel litorale, vista l’alta presenza giornaliera di bagnanti, e alla realizzazione dell'area camper che consenta di spostarli dal lungomare. Vanno però offerti anche i servizi: aree attrezzate in tutta la marina, con bagni e docce. Oggi c’è un solo bagno. Sono d’accordo anche sul sistema dei pass ai residenti. Servono introiti estivi per il Comune per poter pagare gli alti costi, però bisogna dare servizi. Attendiamo di vedere i fatti dopo le parole».

Più negativo il giudizio di Antonello Chessa, ex sindaco ora consigliere del gruppo “Coraggio per rinascere Santeru”: «Del progetto sappiamo poco, spesso veniamo a conoscenza delle cose all’ultimo momento e siamo poco considerati. Senza generalizzare, ci sono situazioni in cui i camper danno effettivamente fastidio e comportamenti incivili dei turisti. Io stesso la settimana scorsa ho visto un fuoristrada con targa estera che saliva sulle rocce a Punta Tonnara. Però non c’è cura del territorio e controllo da parte di chi amministra, per farlo diventare più bello e accogliente e faccio gli esempi di Mandriola e S’Anea Scoada. Non è corretto che si tassi la popolazione e si chiedano sempre soldi e sforzi ai cittadini in una situazione di grosso degrado del lungomare. Non conosco i dettagli del piano, ma non ricordo una sola cosa buona di questa giunta in dieci anni».

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