La seconda Ardia di Sedilo fa centro: «È la corsa più intima e partecipata»
Grande successo di pubblico anche questa mattina nel santuario campestre dedicato a San Costantino
Sedilo Fede, devozione popolare, partecipazione di tutta la comunità alla preparazione dell’evento, emozione. In queste poche parole è racchiuso il significato più autentico dell’Ardia, che si svolge nello splendido centro del Guilcier da tempo immemorabile. L’edizione 2025 della corsa, la più amata e coinvolgente della Sardegna, guidata da Leonardo Pes, pandela matzore, ottimamente coadiuvato da sa segunda Mario Nieddu e sa terza Andrea Pes, figlio diciannovenne di Leonardo, potrà essere ricordata per aver unito tutte le espressioni più belle ed autentiche che custodisce. Questa mattina, davanti a migliaia di persone assiepate nell’anfiteatro naturale in cui sorge il santuario dedicato a Costantino I detto Il Grande, è andata in scena la seconda Ardia. Quella più intima e partecipata dai sedilesi per i significati religiosi profondi che richiama. Alle 7.30 i cavalieri erano già a Su Frontigheddu, pronti a cogliere il segnale di Sa prima pandela per gettarsi al gran galoppo verso l’ingresso del santuario.
Alle 7.45, Leonardo Pes sprona il suo cavallo e, seguito da Mario Nieddu e il figlio Andrea, dà inizio alla corsa: il rito, la cui attesa fa sembrare eterni tutti gli istanti che precedono la prova, di grande coraggio e impeccabile maestria. Quella mostrata da Andrea Pes, che ha svolto con grande maturità il delicato compito di terza pandela affidatogli dal padre. Tra i cavalieri erano presenti anche altri sodalizi composti da padre e figlio e alcune amazoni, che hanno ben figurato nella corsa. Il resto è tutta bellezza. Quella dei cavalli opportunamente bardati, dei colori della festa, dell’accoglienza delle migliaia di appassionati giunti da ogni dove, per seguire l’Ardia o per sciogliere un voto a San Costantino, santo per molte chiese cristiane orientali ma non per quella cattolica romana. Il plauso va a tutti: ad Angelo Porcu, presidente dell’Associazione Santu Antine, che ha curato in maniera certosina ogni aspetto della manifestazione, alle priorisse che hanno assicurato la preparazione della chiesa durante le funzioni liturgiche, ai fusileris: ognuno importante allo stesso modo per la riuscita dell’evento.
Perfetto il funzionamento del dispositivo di sicurezza predisposto dal prefetto Salvatore Angieri e messo in pratica dalla questura e dai carabinieri: impeccabili i due militari a cavallo con il casco di ordinanza calzato, come da uniforme. Un dispositivo che in questa edizione, si è arricchito della presenza del Posto medico avanzato della Croce rossa, voluto dall’Areus Sardegna, in grado di gestire le possibili emergenze che si potevano presentare grazie alla presenza di medici rianimatori, personale infermieristico specializzato e strumenti sanitari con monitor per il rilevamento dei parametri multiparametrici e un ventilatore polmonare. Un servizio sanitario di primordine anche per i cavalli, garantito dai veterinari presenti. Infine, particolare che merita di essere evidenziato, Leonardo Pes, Mario Nieddu e Andrea Pes, hanno indossato l’abito sardo al posto della camicia bianca. A conclusione della manifestazione, il prefetto Angieri ha espresso la sua soddisfazione e sottolineato come tutto si sia svolto nel migliore dei modi. Un’Ardia da incorniciare: doveva essere festa, e festa è stata. L’appuntamento con l’ultimo atto dell’Ardia 2025 è per il prossimo 20 luglio, con l’Ardia a piedi.
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