Escalation di aggressioni, insulti e minacce: alta tensione all’ospedale San Martino
Federico Argiolas (Asl di Oristano): «Atteggiamenti intollerabili contro il personale sanitario»
Oristano Clima di forte tensione all’ospedale San Martino, dove il personale sanitario si trova a fronteggiare una preoccupante escalation di atti ostili, culminati con l’arresto di un paziente violento. Un medico del reparto di Psichiatria è stato aggredito per due volte nell’arco di una settimana, mentre in diverse aree del presidio sono comparsi cartelli contenenti minacce e insulti rivolti agli addetti di un altro reparto dell’ospedale. Questa successione di eventi ha sollevato un’ondata di sdegno e preoccupazione, portando la direzione della Asl a una ferma condanna.
La doppia aggressione: la furia incontenibile di un paziente con le gambe ingessate è stato l’episodio più grave ha visto come protagonista un paziente di 54 anni, un pluripregiudicato con entrambe le gambe ingessate, ricoverato in Tso. Le sue condizioni fisiche, che avrebbero dovuto limitarne i movimenti, non hanno impedito all’uomo di scatenare una furia incontenibile. In due distinti momenti, ha aggredito brutalmente la dottoressa del reparto che a sua volta ha dovuto far ricorso alle cure mediche. La situazione è degenerata a tal punto da rendere necessario l’intervento della polizia. Anche di fronte agli agenti, il paziente non ha desistito, costringendo le forze dell’ordine a bloccarlo con la forza e a disporre un lungo piantonamento per garantire la sicurezza del reparto. Secondo quanto emerso dalle indagini, neanche una forte sedazione sarebbe riuscita a placare l’aggressività del pregiudicato.
L’uomo è stato infine arrestato in flagranza differita, una misura resa possibile dalla nuova normativa a tutela del personale sanitario che consente di procedere entro 48 ore dai fatti se documentati da video. Ora si trova nel reparto medico del carcere di Uta, in attesa di rispondere dei reati di lesioni personali, danneggiamento e violenza a pubblico ufficiale.
Per la direzione dell’ospedale, l’episodio rientra in un contesto più ampio di crescente ostilità. Pur non essendoci collegamenti con quanto avvenuto al reparto di Psichiatria, i cartelli con le minacce, affissi qualche giorno fa all’ingresso del nosocomio e sulla porta della guardia medica, hanno destato grande apprensione. La direzione generale della Asl 5, attraverso il commissario straordinario Federico Argiolas, da un lato tenta di rassicurare pazienti e operatori sanitari. «La situazione è sotto controllo», dice, esprimendo tuttavia con forza con forza vicinanza al personale.
Spiega che riguardo ai cartelli intimidatori è stata presentata alla magistratura una denuncia contro ignoti. Argiolas lancia un appello alla collaborazione. «Non è tollerabile in alcun modo minacciare, diffamare o offendere gli operatori sanitari», ha dichiarato sottolineando come tali comportamenti minino la serenità dell’ambiente di lavoro, compromettendo la qualità stessa delle cure. Ha infine ringraziato la dottoressa vittima dell’aggressione, tornata in servizio dopo solo una settimana, e le forze dell’ordine per la loro prontezza, a conferma che in un clima di fiducia e rispetto, la comunità può affrontare insieme anche le situazioni più difficili.
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