Sanità, scontro sui fondi per le aree disagiate. Le professioni sanitarie: «A noi solo briciole»
Il sindacato Nursing Up contesta la ripartizione avvenuta senza consultazione e proclama lo stato di agitazione. La replica della direzione
Oristano La ripartizione del fondo regionale per le aree disagiate, prevista dal decreto governativo del novembre 2023, non è piaciuta al sindacato delle professioni sanitarie Nursing Up, che ha proclamato lo stato di agitazione. I motivi riguardano le proporzioni della suddivisione del fondo: poco meno di 545mila euro, ripartiti per l’85% ai dirigenti medici e per il restante 15% al comparto delle professioni sanitarie che comprende infermieri e ostetriche laureate, tecnici di laboratorio, operatori socio sanitari e amministrativi. Quella differenza è ritenuta uno scompenso inaccettabile per il sindacato, denunciato in una nota, a firma del rappresentante legale Diego Murraccino e del dirigente territoriale Marco Solinas, nella quale si chiede un intervento del Prefetto di Oristano, Salvatore Angieri, affinché apra una procedura di raffreddamento volta a evitare lo sciopero annunciato. Questo potrebbe essere revocato nel caso in cui la Asl 5 rivedesse le proprie decisioni oppure sfociare in azioni legali se la situazione dovesse rimanere invariata.
«La legge nazionale – afferma Diego Murraccino – demanda a un livello di contrattazione nelle aziende per definirne criteri, dettagli e quello che ne consegue. L’Asl di Oristano invece, anziché convocare le due categorie di lavoratori, ognuna delle quali avrebbe espresso le proprie esigenze per trovare un metro oggettivo per valutare i disagi territoriali maggiori, ha convocato, in prima battuta la dirigenza medica, con la quale ha stabilito la ripartizione del fondo in quelle proporzioni, adottando criteri non condivisi e a noi sconosciuti. L’azienda ha definito una divisione del fondo in maniera unilaterale e, successivamente, ha convocato i sindacati del comparto per definire la ripartizione della somma restante. Peraltro in quell’occasione ha portato una proposta che prevedeva la concessione di fondi ai soli tecnici di radiologia e di laboratorio degli ospedali di Ghilarza e Bosa. Nelle valutazioni dell’Asl, essendo stato inserito anche il presidio di Oristano tra le aree disagiate, tutti i medici ospedalieri beneficerebbero dei fondi per il disagio, mentre a nessun infermiere e a nessuna ostetrica andrà lo stesso benefico, come se per quelle categorie non esistessero disagi».
Dal canto suo, la direzione dell’Asl oristanese, in un comunicazione spiega: «La ripartizione del fondo regionale destinato alle aree disagiate fra la dirigenza medica e il personale del comparto è il frutto di una valutazione analitica delle criticità esistenti nell’azienda», e ha tenuto conto delle carenze oramai strutturali di personale, consolidate nel corso degli anni, più marcate tra i dirigenti medici, maggiormente diffuse nei tre presidi ospedalieri di Oristano, Bosa e Ghilarza, dovute alla difficoltà di reclutare personale tra i professionisti dell’area tecnico-sanitaria per gli ospedali più periferici. Mentre la vertenza va avanti, il personale come i tecnici di radiologia e di laboratorio degli ospedali di Ghilarza e Bosa, che avrebbero dovuto ricevere dal fondo 230 euro lordi in più al mese, dovranno attendere. Il prefetto Salvatore Angieri ha intanto convocato il sindacato Nursing Up per lunedì prossimo, a mezzogiorno. In quell’occasione si cercherà di trovare un accordo che faccia rientrare il pericolo di uno sciopero che penalizzerebbe tutti, in particolare i pazienti.
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