Dalle colline lombarde a Cabras seguendo le orme degli Scalzi
La storia dell’ex operaio venuto da lontano che il 6 e 7 settembre sarà uno dei curridoris
Cabras La voce e gli occhi lasciano trasparire la grande emozione che sta vivendo. La mente, invece, è già lì al percorso, più di sette chilometri fra asfalto e sterrato, che collegano Cabras al villaggio di San Salvatore nel Sinis. «Ho la pelle d’oca al solo pensiero», ammette. A 61 anni, compiuti il 20 agosto, Luigi Dell’Oro non sta nella pelle: indosserà il saio bianco e parteciperà per la prima volta alla processione corsa degli scalzi del 6 e 7 settembre e alle celebrazioni religiose dell'antica festa, che inizieranno venerdì 29 agosto. La storia di Luigi Dell’Oro è quanto mai particolare visto il contesto: non è nato infatti in Sardegna, ma è originario di Galbiate, cittadina montuosa della Lombardia a sette chilometri da Lecco. Da quando si è trasferito a Cabras, però, ha sempre desiderato ardentemente partecipare a quel rito che non conosceva e che ogni volta gli suscita una grande emozione. Dopo circa quindici anni di residenza, in base a quanto stabilisce lo statuto dell’Associazione Is Curridoris, può finalmente coronare il suo sogno: «Ho sempre vissuto a Galbiate fino a quando ho compiuto 48 anni. Per 33 anni ho lavorato in una fabbrica del paese come operaio, ero un metalmeccanico. Poi ho sposato mia moglie, che è di Solarussa, e ho studiato con lei per diventare Operatore socio sanitario. Quando lei è stata assunta dall’ospedale San Martino, l’ho seguita in Sardegna, dove ho lavorato nell’ambito sanitario a Oristano, a Milis e anche nei servizi domiciliari, prima della pensione raggiunta due anni fa. Con la mia famiglia abito a Cabras da circa quindici anni».
Poi racconta di cosa lo ha spinto a voler diventare un curridori di San Salvatore: «Mi piace molto il paese e mi trovo molto bene con i suoi abitanti. Quando lavoravo, ero quasi sempre fuori, ora che ho più tempo, invece, riesco a viverlo maggiormente e a conoscere le persone. A livello spirituale ho conosciuto il parroco, monsignor Giuseppe Sanna, e, quando lavoravo ho avuto la fortuna di assistere un frate francescano di Oristano, Padre Emilio, che mi ha aiutato molto spiritualmente. Ci ha lasciato quando aveva 99 anni ed è stato molto importante per la mia fede. Coltivavo da tempo questo sogno di partecipare alla processione corsa degli scalzi e ora potrò realizzarlo, grazie all’Associazione Is Curridoris, con il presidente Alessio Camedda, al mio priore, David Bichi, e a tutto il XIII Gruppo, che mi hanno accolto a braccia aperte. Per me sarà davvero una grande emozione fare la corsa con loro». Luigi Dell’Oro ci tiene ad arrivare preparato all'appuntamento: «Ho già fatto preparare il saio da un sarto e formalizzato l’iscrizione. A livello fisico non sono preoccupato, ho sempre fatto sport e vado regolarmente in bici e a correre. Ora cercherò di partecipare alle novene e alle altre celebrazioni per avvicinarmi alla processione corsa nel miglior modo possibile. Intanto ho dato anche la mia disponibilità per contribuire all’organizzazione. Farò la processione corsa con il cuore, pensando al suo significato profondo, e pregherò per la mia famiglia».
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