La Nuova Sardegna

Oristano

Il centro storico

Panchine rotte, transenne attorno alla torre e tutti i danni della piazza che nessuno ripara

di Enrico Carta
Panchine rotte, transenne attorno alla torre e tutti i danni della piazza che nessuno ripara

Da tempo il cuore della città avrebbe bisogno di una serie di lavori e intanto sono già tornati gli storni

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Oristano Settimane, mesi o addirittura anni. In piazza Roma il tempo non si ferma e il degrado pure. Come le case in cui non si fanno manutenzioni anche il cuore della città da diverso tempo mostra i segni dell’età e avrebbe bisogno, se non di una vera e propria ristrutturazione, almeno di qualche pezza che le restituisca decoro. Da quelle parti si sono riaffacciati con grande anticipo gli storni che popolano i grandi ficus all’imbocco di via Tirso, portando in dote tutto il loro carico di guano che va ad aggiungersi alle bacche che cadono sui marciapiedi che nessuno pulisce da settimane, e questa può essere considerata una sorpresa. Tutto il resto invece è figlio del progressivo degrado che il punto di arrivo delle passeggiate di oristanesi e forestieri mostra. Per fortuna, la maestosità della torre medievale distoglie lo sguardo dalle tante non più piccole imperfezioni.

Un’occhiata più attenta smaschera però tutto, a cominciare dagli ultimi problemi di una piazza in decadenza dove spesso la pulizia generale la regalano solo le piogge. Siccome non si vede mezza goccia da tempo, le macchie di sporco abbondano. Prima o poi il cielo regalerà anche l’acqua. Per il resto le ultime novità riguardano una panchina in pietra. A spaccarla in due è stata la manovra di un furgone impegnato nel trasporto di materiale per i lavori a un edificio. È passato più di un mese e ancora non ci sono segnali di una riparazione imminente. Giusto di fronte alla panchina dovrebbe esserci una delle installazioni artistiche in ceramica. Pezzo dopo pezzo è sparita, mentre il palchetto che la ospitava continua a recare la scritta “Oristano città della ceramica”, in questo caso però il Comune comunica che è già in corso un restauro delle opere che coinvolge anche altri punti della città in cui sono esposte.

Se ci si sposta sull’altro lato della piazza ecco una delle colonnine in pietra che delimita la discesa pedonale. Qualche mese fa, qualche automobilista ci dev’essere finito contro. Il risultato è una figura geometrica che sa di antiche rovine e che sarebbe accettabile al più in un sito archeologico. Poi c’è il rubinetto per l’acqua spesso ricettacolo di rifiuti e comunque a dir poco danneggiato. Giusto a fianco c’è la fontana che si accende di quando in quando con tempi e modi che, dopo anni, restano ai più sconosciuti e indecifrabili.

Quindi eccola, sua maestà la torre di Mariano, monumento principe della città. Da diversi mesi un angolo, quello che dà su via Garibaldi, è delimitato dalle transenne per problemi alla lastra di vetro che circonda la stessa torre e per un piccolo crollo di calcinacci risalente alla primavera. Per concludere in bellezza, davanti all’arco, c’è l’effigie di marmo in ricordo della visita che Papa Giovanni Paolo II fece a Oristano negli anni ’80. Da tempo immemore è spaccata in più parti, ma anziché rimetterla a posto, a Oristano si è scelto di posizionarvi su una lastra metallica. Scelte.

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