Il nonno di Alessia Orro: «Un po’ di paura al quinto set, ma le ragazze sono state brave»
Signor Peppino e signora Palmira raccontano le emozioni di fronte alla tv per tifare la nipote campionessa del mondo con la Nazionale di volley
Narbolia Alle 6 del pomeriggio del giorno dopo il trionfo il rettilineo di ingresso al paese è deserto. Qualche centinaio di metri più in là dei ragazzini passano qualche momento assieme in un parchetto. Persino i bar, essendo lunedì, hanno quasi tutti le serrande abbassate. Narbolia sembra tutto fuorché un paese campione del mondo. La sua Alessia Orro, fresca vincitrice dell’oro a Bangkok con la nazionale di Volley, è in volo da Malpensa verso Olbia: la star dei Mondiali è rientrata in Sardegna ieri sera. Per il resto è un normale lunedì di settembre con caldo ancora esagerato, non fosse per l’ennesima volta in cui un paese di 1.700 anime si ritrova al centro della geografia sportiva mondiale. Per il resto è calma piatta ovunque, anche in municipio ormai sgombro da impiegati e funzionari vista l’ora tarda. C’è solo il sindaco Giangiuseppe Vargiu che deve giusto recuperare dei fogli dalla scrivania. Duecento metri più in là basta invece suonare ed ecco che una porta si apre. Nonni e zia stanno passando un tranquillo pomeriggio da pensionati.
Ancora non è ora di mettere il naso fuori di casa, vista l’afa, per cui due chiacchiere le si fa dentro, col cane Gigi che scodinzola e annusa incuriosito, mentre ignora beatamente che dal televisore di quel piccolo soggiorno sono rimbalzate sin lì le urla della campionessa. «Eh – sospira il nonno materno Peppino Scanu –. Ancora non è arrivata Alessia». E sorride con un viso che, si vede subito, è pieno di orgoglio: «L’abbiamo vista qui la partita, c’era un po’ di fifa» e mima il gesto della paura con la mano: «Abbiamo fatto allenamento il giorno prima, però nella finale a un certo punto eravamo preoccupati. “Le hanno fregate”, ho pensato quando stavano perdendo nell’ultimo set, invece hanno fatto quelle quattro “cose” consecutive e le abbiamo fregate noi. Prima che iniziassero a recuperare ho detto che sembrava finita e invece con l’aiuto di Dio...» Mentre tanti amici erano a casa dei genitori di Alessia Orro per godersi le palpitazioni della finale, nonno Peppino è rimasto lì con la moglie, signora Palmira, a guardare l’ennesima impresa sportiva della nipote che, ancora residente a Narbolia, solleverà di molto le statistiche sul reddito medio pro capite del paese visto il nuovo contratto che la attende in Turchia.
Ci ridono su di fronte a questo singolare conteggio, poi nonno Peppino insiste: «Però non ci siamo agitati, la partita la guardiamo qui in pochi perché di là c’è troppa gente e non riusciamo a seguire. Appena è finita ho fatto un salto al bar». Un succo di frutta e un giro di bevande agli altri pochi avventori del dopo pranzo di domenica con incidente diplomatico sfiorato perché a pagare è stato il sindaco: «Volevo offrire io». Nonna Palmira è invece rimasta in casa a godersi la vittoria: «La palla va veloce e preferiamo stare in casa così seguiamo meglio la partita. È brava Alessia, era brava da ragazzina come la sorella, però di lei quando aveva quattordici anni un allenatore disse alla mamma “Alessia ha le mani d’oro”» e non sbagliava perché adesso la miglior giocatrice dei mondiali di oro ne vede dappertutto da diversi anni. «Certo che un po’ eravamo preoccupati quando era ragazzina ed è andata a Milano per giocare – continua nonna Palmira, mentre scambia uno sguardo con zia Aurora –, però andavamo anche a vedere le partite e così stavamo un po’ con lei». Ora l’amatissima nipote la vedono meno dal vivo e molto di più in tv sollevare trofei. Adesso invece è finalmente arrivato il tempo degli abbracci, del calore di casa.. Giusto pochi giorni, poi saranno di nuovo alzate, schiacciate, muri, recuperi e la testa sempre rivolta al prossimo traguardo.
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