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Oristano

La strage

In marcia per fermare il genocidio a Gaza, tra i promotori anche un ebreo sardo

di Maria Antonietta Cossu
In marcia per fermare il genocidio a Gaza, tra i promotori anche un ebreo sardo

Scatta la mobilitazione che coinvolge più località: dove e quando si svolgerà la manifestazione

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Norbello L’urlo di dolore della Palestina scuote la società civile del Guilcier, che il 19 settembre marcerà per le strade di Norbello, Abbasanta e Ghilarza per esprimere cordoglio nei confronti delle vittime del genocidio in atto a Gaza, vicinanza a una popolazione ridotta allo stremo e per invocare interventi concreti da parte degli Stati occidentali nei confronti del governo israeliano. L’appello alla mobilitazione lanciato dal Centro Servizi Comunitari di Norbello ha fatto breccia tra numerose associazioni del territorio, che si sono unite al Comitato organizzatore a sostegno della Palestina. Il corteo muoverà da piazza del Popolo alle 16 e confluirà sul sagrato di San Palmerio a Ghilarza. «I bambini sono le vittime principali di questo conflitto e la mattanza di minori uccisi, mutilati e feriti nel corpo e nella psiche si somma agli effetti della denutrizione cronica e alle malattie psichiatriche, renali e da stress post-traumatico», ha evidenziato Filomena Deriu, tra i portavoce e i responsabili dell’organizzazione. L’ex medico ha puntualizzato che l’iniziativa non è stata concepita contro qualcuno, ma in segno di solidarietà a una popolazione sottoposta a sofferenze immani. «La tragedia degli orfani e dei genitori che hanno perso i figli si consuma sotto i nostri occhi – ha proseguito sostenendo: «Gli abitanti della Striscia sono vittime di un evento cruento e disumano, ultimo capitolo di una vicenda che si protrae da circa un secolo e che attualmente sta assumendo contorni di una pulizia etnica. Noi gridiamo no allo sterminio metodico di un popolo e della sua cultura e chiediamo perdono ai bambini e alla gente di Gaza per l'infanzia rubata, le morti, le mutilazioni, le umiliazioni; per il colpevole silenzio del mondo, l’ignavia dei potenti e la mistificazione dell'informazione espressione del pensiero unico.»

«La manifestazione non è partitica ma politica sì, perché è contro la politica di genocidio di Israele, contro il silenzio oscuro delle superpotenze e delle democrazie occidentali», ha aggiunto Michele Licheri, che da ebreo sostiene attivamente la causa palestinese dal 1982: «Israele non rappresenta tutti gli ebrei. Il suo governo è sionista, quindi integralista, e i 60mila gazawi morti non sono danni collaterali ma premeditati. Ci vorrà tempo per lavare la vergogna di una pulizia etnica e di un genocidio di cui l’Occidente è fortemente responsabile. Con questa iniziativa speriamo di risvegliare le coscienze e che il Guilcier levi la sua voce. Auspichiamo che in tutta Italia si continui a scendere in piazza per fare pressione sulle istituzioni politiche di governo e di opposizione a tutti i livelli affinché il Paese prenda una posizione netta.» Fare proseliti tra le rappresentanze della società civile è stato naturale, ma il comitato punta a coinvolgere anche le istituzioni del territorio, che salvo casi isolati non si sono espresse pubblicamente: «Ultimamente ci sono stati dei segnali positivi rispetto al torpore e al silenzio assordante calati in precedenza» ha affermato l’ex sindaco Silvio Manca citando gli esempi di Paulilatino e di Ardauli: «Faremo da pungolo chiedendo alle amministrazioni comunali del Guilcier e del Barigadu di aderire alla marcia e di deliberare per il riconoscimento dello Stato palestinese».

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