La Nuova Sardegna

Oristano

La manifestazione

La marcia dei cinquecento per chiedere la fine del massacro in Palestina

di Maria Antonietta Cossu
La marcia dei cinquecento per chiedere la fine del massacro in Palestina

Mobilitazione nei tre paesi del Guilcier: associazioni e cittadini si sono messi in marcia contro il genocidio in atto

3 MINUTI DI LETTURA





Norbello Una lunga teoria di uomini (IL VIDEO), donne e bambini venerdì 19 settembre ha attraversato le strade del Guilcier al grido di «Palestina libera». Centinaia di persone provenienti dai comuni della zona, dal Barigadu e da altri centri dell’isola si sono riversate per le vie di Norbello, Abbasanta e Ghilarza lanciando messaggi di pace e sventolando le bandiere simbolo delle martoriate regioni del Medio Oriente in regime di apartheid e sotto l’occupazione militare di Israele da decenni e di un popolo sterminato e umiliato sotto gli occhi del mondo da due anni. Cittadini, rappresentanze della società civile, istituzioni e autorità religiose del territorio hanno risposto all’appello lanciato dal Centro Servizi Comunitari di Norbello per dare voce a una popolazione stremata, segnata nel corpo e nell’anima dalla devastazione, dai lutti e dalle mutilazioni provocati dalle bombe e dagli attacchi da terra delle forze armate israeliane, dal cecchinaggio dei soldati dell’Idf contro i disperati in cerca di cibo e acqua nei pochi punti di distribuzione autorizzati e dalle privazioni imposte dal governo Netanyahu attraverso la fame e la sete.

Alla mobilitazione hanno aderito il Comitato in difesa dell’ospedale Delogu Raffaele Manca, l’associazione Amicizia Sardegna Palestina, il coordinamento intercomunale Città Futura, Sa Mesa Sarda de sa Paxi, i redattori di ErbaFoglio, l’Associazione Per Antonio Gramsci di Ghilarza, la Comunità S’Aspru, padre Stefano Gennari, le associazioni Arkeo Aido di Aidomaggiore, l’Agesci e la Pro loco di Abbasanta, il gruppo folk Santa Maria della Mercede di Norbello, la Lasa, il gruppo di auto mutuo aiuto I Girasoli e la Pro loco di Ghilarza, il Movimento Nonviolento Sardegna. Nei tre paesi contigui sono confluiti circa cinquecento manifestanti per esprimere solidarietà alla Palestina, invocare pace e libertà per la sua gente, per chiedere di fermare il genocidio e di prestare aiuto e protezione ai malati, ai feriti, agli sfollati e per reclamare sanzioni incisive contro il governo israeliano. «Siamo simbolicamente in cammino come costruttori di pace, per ribadire che scegliamo la vita e ripudiamo la cultura della morte e della prevaricazione ai danni di un popolo martire. La storia sarà giudice impietoso per chi ha causato tanta sofferenza e morte e per chi ha chiuso gli occhi mentre ciò accadeva», ha ammonito la portavoce del comitato organizzatore, Filomena Deriu.

Parlando a nome dell’associazione Amicizia Sardegna Palestina, la ricercatrice dell'università di Cagliari Alessandra Marchi ha ribadito l’importanza della partecipazione popolare per fare pressione sui centri di potere: «La spinta dal basso è fondamentale per dare voce a un popolo che deve essere libero e liberato e continuare a esistere nella propria terra». Concetto ripreso da Paolo Pisu, di Sa Mesa Sarda de sa Paxi: «I cittadini possono incidere affinché i governi escano dall’immobilismo e prendano posizione a favore del riconoscimento dello Stato di Palestina e contro gli orrori che vengono commessi a Gaza». Alle rivendicazioni dei manifestanti si sono aggiunte le istanze riportate nella Carta di S’Aspru, scritta dalle componenti laiche e cattoliche del coordinamento Rompiamo le armi, di Acli, Mondo X, Comitato Fermiamo la guerra e associazione Intrecci culturali di Sassari. «Chiediamo ai cittadini, alle istituzioni e a tutti gli enti di sottoscrivere il documento – hanno esortato i portavoce Pier Giorgio Pinna e Paolo Bellotti –. L’obiettivo è di portare la Carta dalla Sardegna ad Assisi, dove far partire la discussione sui temi della pace».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Il dramma

Tragedia in una diga del Sassarese: guardia giurata entra in turno e trova il collega senza vita – Chi è la vittima

Le nostre iniziative