La Nuova Sardegna

Oristano

Norbello

Un murale ricorda tre carabinieri caduti in guerra e il giovane che riscoprì le sue storie

di Enrico Carta
Un murale ricorda tre carabinieri caduti in guerra e il giovane che riscoprì le sue storie

L’opera di Pina Monne campeggia sulla facciata del museo dell’Arma

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Norbello Il ricordo di tre eroi di guerra del paese che vestirono la divisa di carabiniere e di chi ha contribuito a restituire le loro storie alla memoria collettiva rivive attraverso le scene della pittura murale che decora la facciata del museo dell’Arma. Il dipinto realizzato in piazza del Popolo dall’artista Pina Monne su iniziativa dell’amministrazione comunale e inaugurato nella scorsa fine settimana, ritrae il maresciallo Salvatore Porcu, morto sotto i bombardamenti del 1917 a Gorizia e decorato della medaglia d’argento al valor militare, il carabiniere partigiano Angelino Medde, insignito della Croce di guerra nel 1944 e del Diploma d’onore per la libertà d’Italia ricevuto nel 1984 dal Presidente dell Repubblica Sandro Pertini, e Francesco Atzas, decorato con il bronzo al valor militare dopo la Grande Guerra. Sull’altro lato del muro è raffigurato un gruppo di soldati che combatte in trincea e, a poca distanza, si staglia la figura di un corazziere a cavallo.

In posizione defilata qualcuno riprende la scena con un drone: è Antongiorgio Deiana, il giovane di Norbello scomparso nel 2021 al quale si deve il progetto del murale commemorativo. La passione per la storia della Benemerita, ereditata dal padre Battista Deiana, maresciallo dei carabinieri in pensione, nel 2014 è sfociata nella creazione della mostra permanente dell’Arma e delle Forze Armate, di cui Antongiorgio Deiana è stato il principale fautore. Quattro anni dopo la sua morte, l’amministrazione ha voluto rendere omaggio al concittadino per il contributo dato alla crescita culturale del paese attraverso numerose iniziative: dalle mostre itineranti della collezione del museo alle celebrazioni del bicentenario dell’Arma e alla valorizzazione del patrimonio materiale e immateriale di Norbello legato alla storia del medioevo, all’archeologia, all’arte e alle tradizioni religiose.

«Ha lasciato un’impronta indelebile», è il commento commosso di Battista Deiana, che ha preso parte alla cerimonia di inaugurazione insieme al sindaco Matteo Manca, all’assessora Simona Mele, a Pina Monne, ai discendenti dei carabinieri Porcu, Medde e Atzas, alle delegazioni dell’Associazione nazionale carabinieri di Oristano, Norbello, Abbasanta e Macomer, ad alcuni rappresentanti della polizia di Stato e del Comando provinciale dei Carabinieri diretto dal colonello Steven Chenet. La consigliera Eleonora Manca ha ricordato la figura del cugino con parole toccanti: «Per Antonio Norbello non era solo un luogo: era casa, radice, identità, memoria. E il suo legame profondo, quasi viscerale con il paese si è trasformato presto in una missione: conoscere, studiare, proteggere e raccontare la sua storia. Il suo esempio, oggi più che mai, continua a camminare accanto a noi».

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