Rimosso dal ponte con un’operazione spettacolare il tubo metallico pericolante
Si era staccato la notte tra il 24 e il 25 dicembre. Ora può partire la valorizzazione
Bosa È stato rimosso dai vigili del fuoco, con l’aiuto del braccio gru di un mezzo della ditta che si occupa della raccolta differenziata dei rifiuti, il grosso tubo in metallo che si era staccato dalla sua posizione a ridosso di uno dei piloni del ponte in trachite. L’operazione, alla presenza del vice sindaco Federico Ledda, è avvenuta nel pomeriggio di oggi, mercoledì 7 gennaio. Intorno alle 13 è arrivata a Bosa una squadra dal distaccamento di Macomer, che ha operato per circa due ore prima di terminare l’operazione di rimozione. La struttura, collocata da tempo a ridosso della storica struttura e utilizzata per le misurazioni del livello delle acque del Temo, aveva ceduto nella notte fra il 24 e il 25 dicembre, quando il deflusso delle acque si era fatto più impetuoso per le intense precipitazioni a monte.
La valutazione della situazione ha portato una soluzione radicale, quella di rimuovere, non senza difficoltà considerata la posizione, il tubo in metallo, alto diversi metri. Per rimuovere gli ultimi ostacoli è stato necessario che uno degli operatori dei vigili del fuoco si calasse, debitamente imbragato, fino ai giunti che ancora assicuravano l’ingombrante struttura. Questa è stata poi issata dal braccio gru e collocata nel cassone, per essere successivamente smaltita. «Era ancora stabile, ma comunque una struttura da rimuovere», spiega il vice sindaco Federico Ledda al termine delle operazioni, che si sono concluse intorno alle 13.30, in una giornata tra l’altro caratterizzata da vento, basse temperature e qualche scroscio di pioggia.
Risolta questa situazione, per valorizzare il ponte in trachite costruito tra la fine dell’ottocento ed i primi del ‘900 a Bosa, struttura perfettamente inserita nel paesaggio urbano e che caratterizza questo tratto del Lungotemo, il Comune ha in animo di realizzare una serie di interventi di restauro, e anche possibilmente la rimozione delle antiestetiche canalette dei cavidotti, visibili sia sul lato est che su quello ovest della struttura. Questo uno degli obiettivi in passato annunciati, che deve fare i conti con l’incognita del reperimento dei fondi necessari.