Caschetti a Sa Carrela ’e nanti, c’è la decisione dei cavalieri
La scelta dopo una lunga riunione dell’associazione con il sindaco Diego Loi
Santu Lussurgiu Nell’ultima riunione finita a tarda notte, tra l’associazione cavalieri di Sa carrela ‘e nanti e l’amministrazione comunale, guidata dal sindaco Diego Loi, è stata ribadita la volontà di rispettare tutte le norme introdotte dal decreto Abodi. In particolare quanto previsto dall’articolo 5 che introduce l’uso dei dispositivi di protezione individuale, caschetto e giubbino per i cavalieri. La sicurezza prima di ogni altra cosa: quella degli stessi cavalieri, dei cavalli e del pubblico che assiste all’evento. Il sindaco Loi ha spiegato che le regole non consentono deroghe, pertanto occorre perseguire la strada della prevenzione. D’altronde, i caschetti a Sa carrela si sono visti anche nel passato. E il fatto che diversi cavalieri li abbiano indossati non ha sminuito né pregiudicato la bellezza della corsa, considerata unanimemente tra le più coinvolgenti e adrenaliniche che si svolgono nell’isola.
L’associazione cavalieri, attraverso il suo presidente Antonio Manca, nei giorni scorsi aveva manifestato la volontà di uniformarsi al contenuto disposto dal decreto Abodi, quindi di non avere nulla in contrario a indossare i caschetti e i giubbini. «Dobbiamo pensare al bene di Sa carrela – ha detto Manca –. Le polemiche lasciano il tempo che trovano, non ci interessano, le lasciamo a chi le vuole fare: il corretto svolgimento della manifestazione viene prima». Sulla posizione di quanti avevano espresso dubbi sull’obbligatorietà dell’uso dei dispositivi di protezione individuale, non sono emerse novità. «Alla riunione c’eravamo tutti – si limita a dire Marca –, nessuno ha obiettato alcunché. Se qualcuno aveva dubbi, poteva liberamente esprimerli, al sindaco e agli amministratori presenti. Nessuno». In conclusione, Manca lascia intendere che alla corsa possono partecipare tutti, purché si adeguino alle regole.
Superato il problema caschetti e giubbini, adesso si passa alla fase operativa e all’organizzazione della manifestazione e i cavalieri che non l’hanno ancora fatto dovranno perfezionare l’iscrizione alla corsa. Questo per consentire il completamento della documentazione da fornire agli organi competenti, che comprende anche l’assicurazione di cavalli e fantini. I tempi sono stringenti, all’evento mancano poche settimane, nelle quali dovrà essere predisposto il percorso, transennarlo, togliere l’asfalto e stendere il materiale sabbioso su cui scenderanno al gran galoppo i cavalli montati da una cinquantina di cavalieri, quasi tutti molto esperti e con diverse “carrele” alle spalle e sarà festa anche per i due esordienti, che si cimenteranno con l’impegnativa corsa per la prima volta. Tutto dovrà essere pronto per la domenica precedente la corsa, quando verrà collaudata la pista e i cavalieri saggeranno la sua consistenza. Poi sarà carrela, parezzas a duos e tres cadderis. E sarà festa. Una festa per l’intera comunità e per quanti, come ogni anno, affolleranno il percorso ed assisteranno alle evoluzioni degli spericolati cavalieri.
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