Sartiglia 2026: tra cavalieri col taglio a caschetto e caschi da motociclista, sul web il decreto del Governo è tutto da ridere
Il web ironizza sugli obblighi di protezione con satira e meme
Oristano Nel mezzo dell’ondata di polemiche che negli ultimi giorni si sta abbattendo contro l’eventualità di introdurre le disposizioni di sicurezza imposte dal decreto Abodi anche per la Sartiglia (fissata per i prossimi 15 e 17 febbraio 2026), ad esorcizzare l’obbligatorietà di caschi e corpetti ci pensano il web e i vari social network. Le critiche verso le nuove norme nazionali hanno ormai raggiunto vette assurde anche nell’universo dei pareri virtuali. Dunque, anche la satira vuole la sua fetta di argomentazione, gettando un velo di ironia nel clima di tensione che avvolge, istituzioni, gremi e associazioni coinvolte nella giostra equestre.
E così, sulle piattaforme digitali dove tutto è concesso, il cilindro del Componidori diventa un caschetto perfettamente pettinato dal parrucchiere. Ancora, come apparso sulla pagina Facebook L’ego della Bambagia, i cavalieri si dotano di casco da motociclista, in certi casi con tanto di visiera protettiva. Ma al di là del contenuto dei post pubblicati, a far sorridere sono soprattutto i commenti degli utenti. Tra i pareri di chi ci casca in pieno e di chi invece coglie l’ironia, si è sviluppato un vero e proprio dibattito che mette comunque al centro l’eventualità preoccupante di vedere presto modificati i dettami della plurisecolare giostra equestre oristanese. La Sartiglia è sacra. Ci mancherebbe. Ed è proprio per questo che l’argomento non perde di attualità neanche quando il tema viene speso per la satira più sana.
Intanto, soprattutto tra le istituzioni a tutti i livelli c’è chi lavora per provare a salvare gli storici costumi della corsa. Al di là del parere legale richiesto dal Comune, infatti, grazie all’interessamento del consigliere regionale Alessandro Solinas (M5s), la questione approderà presto in Parlamento. È lì che i rappresentanti del territorio tenteranno un ultimo disperato assalto al decreto Abodi. La situazione resta complessa. Soprattutto dopo la decisione di altre realtà storiche come Sa Carrela ’e nantidi Santu Lussurgiu di “piegarsi” all’uso obbligatorio dei dispositivi di sicurezza.
La stessa prefettura, a proposito, è in difficoltà e continua a rinviare la decisione sul tema. Non resta che attendere nuove dal palazzo del Governo nella speranza che i gremi della Sartiglia non optino per un clamoroso stop di protesta in vista della giostra targata 2026. Si tratterebbe di una scelta forte che inciderebbe anche sull’indotto economico del capoluogo.
