Caschetti obbligatori alla Sartiglia? I cavalieri pronti alla protesta clamorosa
La prefettura temporeggia, mentre il Comune insiste sulla linea del non utilizzo
Oristano Ribaltare la linea dell’interpretazione restrittiva del decreto Abodi data dalla prefettura con documentazione circostanziata. Nessuna novità sull’obbligatorietà o meno dei caschetti, ma il clima è di ottimismo. «Durante la commissione provinciale di vigilanza sui locali di pubblico spettacolo, abbiamo esaminato gli aspetti legati allo svolgimento in sicurezza della prossima edizione della Sartiglia. Sul progetto tecnico di sicurezza, che ricalca quello delle passate edizioni, non sono emerse particolari obiezioni. Rimane ancora aperto il tema dell’utilizzo dei dispositivi di sicurezza individuale dei cavalieri. Comune e Fondazione Oristano hanno ribadito le loro argomentazioni già esplicitate attraverso il parere legale dello studio Barberio-Porcu». Il sindaco Massimiliano Sanna e il presidente della Fondazione Oristano Carlo Cuccu si sono fatti portavoce del vertice con una nota ufficiale. A rafforzare il parere legale è arrivato quello di Cristian Licheri, responsabile tecnico della Sartiglia, «sulla valutazione del rischio che evidenzia come l’utilizzo contestuale della maschera e del caschetto aumenterebbe il grado di pericolosità». Sulla stessa linea anche «il documento tecnico redatto da un’azienda che fabbrica i caschetti, che attesta l’incompatibilità del dispositivo con la maschera ed anzi ne evidenzia i pericoli che ne deriverebbero dall’utilizzo contestuale».
Dopo la riunione della commissione provinciale di vigilanza sui locali di pubblico spettacolo il clima è sembrato più disteso: «Comune e Fondazione Oristano rispettano la legittima posizione degli altri rappresentanti istituzionali, ad iniziare dal prefetto, riconoscono la ratio del decreto Abodi e la posizione della Commissione, ma sono convinti delle proprie argomentazioni in riferimento alla salvaguardia della storia e della cultura locale. Continueremo a perseguire ogni strada possibile, utile a garantire il rispetto della tradizione, della legalità e della sicurezza». I protagonisti della giostra, nel frattempo, hanno ribadito che se i caschetti saranno obbligatori, scatterà quello che somiglierebbe tanto a uno sciopero: «Onoreremo i due Componidori, faremo la sfilata, assisteremo al compiersi del rito dell’incrocio delle spade. Poi, a casa», ribadisce il presidente dell’associazione cavalieri Andrea Manias.
Lo spauracchio atterrisce i due capi corsa: «In questa situazione c’è solo da piangere, uno aspetta tutta la vita l’onore di fare il Componidori e poi si ritrova in questa situazione, che è una tragedia, sono molto demoralizzato – commenta Daniele Mattu, componidori scelto dal gremio dei Contadini e alla guida della Sartiglia di domenica 15 febbraio –. Non corriamo dentro un ippodromo e spero che il buonsenso prevalga. Noi cavalieri di tutte le giostre, da Oristano a Paulilatino, Santu Lussurgiu e Sedilo, dovremmo unire il coro dei no per far sì che nessuno intacchi le tradizioni». Anche Graziano Pala, capocorsa del gremio dei Falegnami e cui è stata affidata la giostra di martedì 17 febbraio, non riesce a essere pienamente sereno: «È una situazione che ovviamente sul piano personale stiamo vivendo malissimo, c’è molta tensione. Sono trent’anni che aspetto questo momento e chiaramente alla prospettiva di fermarci dopo l’incrocio delle spade non ci voglio nemmeno pensare. Aspettiamo gli organi preposti con fiducia». Insomma, la prefettura temporeggia e la protesta è imminente. La plurisecolare Sartiglia resta ad alto rischio dimensionamento.
