La Nuova Sardegna

Oristano

Maltempo

Litorali e colture devastate dai nubifragi: è calamità naturale

di Paolo Camedda
Litorali e colture devastate dai nubifragi: è calamità naturale

Eventi metereologici eccezionali e danni gravissimi per il territori della costa e dell’interno

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Cabras Il sindaco Andrea Abis, a seguito dei gravi danni provocati dagli eccezionali eventi meteorologici che hanno interessato il territorio nei mesi di gennaio e febbraio, nel corso dell'ultima riunione di Giunta ha dichiarato lo stato di calamità naturale. «Il territorio è stato colpito da precipitazioni persistenti e di elevata intensità - ha sottolineato il primo cittadino -, forti venti con raffiche violente e mareggiate che hanno inciso pesantemente sul comparto agricolo, compromettendo le colture, e causando danni significativi alle infrastrutture costiere e al litorale». Una situazione di elevata criticità si è registrata lungo le coste. «Le aree maggiormente coinvolte riguardano in particolare il litorale di San Giovanni. In queste zone si sono registrati gravi fenomeni erosivi della linea di costa e situazioni di elevato rischio idrogeologico lungo falesie e versanti, con ingenti danni alle opere di accessibilità e alle discese a mare – ha affermato Abis –. A San Giovanni di Sinis, come evidenziato dall’ordinanza dello scorso mercoledì 11 febbraio, nella spiaggia nord si è verificato il cedimento strutturale della scalinata in legno a seguito del distacco e del crollo di parte della parete di appoggio. Sul versante ovest, lungo la strada di accesso a Tharros, è in corso una intensa attività erosiva che ha provocato il distacco e il crollo di ampie porzioni di duna, con la formazione di uno strapiombo di diversi metri».

Ancora il primo cittadino segnala «il cedimento delle rampe terminali delle scalinate di accesso alla spiaggia e la comparsa di una marcata linea di fessurazione del versante, estesa per circa 100 metri, indice dell’attivazione di un movimento franoso». Il maltempo ha causato ingenti danni anche nella spiaggia di Mari Ermi, dove «è stato smantellato il ponte in legno che attraversava la laguna retrodunale, unico accesso alla spiaggia». Le condizioni di inondazione e allagamento hanno inoltre causato «danni significativi al settore agro-zootecnico, con perdite nelle produzioni cerealicole e foraggere, quali grano, orzo, avena, foraggi, e danneggiamenti alle colture orticole stagionali, fenomeni di asfissia radicale dovuti al ristagno idrico, dilavamento e asportazione di terreno fertile. Si registrano anche danni alla viabilità comunale e poderale, agli accessi aziendali, compromissione dei pascoli e difficoltà per il comparto zootecnico, con un conseguente aumento del rischio sanitario per gli allevamenti».

Vista la grave situazione l’amministrazione comunale «ha disposto sopralluoghi, monitoraggi e verifiche tecniche per la quantificazione complessiva dei danni e ha richiesto alla Regione a il riconoscimento dello stato di calamità naturale e l’assegnazione di adeguate risorse finanziarie straordinarie per gli interventi urgenti di ripristino e messa in sicurezza, il recupero delle infrastrutture pubbliche e rurali compromesse e l’erogazione di ristori e contributi a favore delle aziende agricole e zootecniche danneggiate».

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