Tassa di soggiorno, è polemica per i rincari e la mancata comunicazione
Dal 1° marzo le nuove tariffe. In rivolta tra albergatori e gestori di strutture
Oristano Esplode il malumore per l’entrata in vigore, il prossimo 1° marzo, delle nuove tariffe dell’imposta di soggiorno. Una piccola stangata che non arriva all’improvviso – la delibera di giunta risale infatti al 12 gennaio – ma che ha colto molti di sorpresa per la mancata comunicazione. Il passaparola tra albergatori e gestori di strutture ricettive riferisce di una scoperta avvenuta quasi per caso, consultando l’albo pretorio o il portale dedicato. Il rincaro è tutt’altro che simbolico: gli aumenti toccano il 100 per cento per le aree sosta camper dove si passa da 50 centesimi a 1 euro e il 50 per cento per gli alberghi a 4 stelle e le locazioni turistiche, tra cui i B&B, che passano da 1 euro a 1,50 a notte. A far saltare i nervi ai professionisti dell’accoglienza è il caos gestionale. Il problema scotta sulle prenotazioni già effettuate: parlano di numerosi turisti che hanno bloccato camere mesi fa con preventivi basati sulle vecchie tariffe.
Secondo le norme, conta però il momento del soggiorno: chi pernotta dal 1° marzo dovrà pagare il nuovo importo, indipendentemente da quando ha prenotato. Una situazione imbarazzante che trasforma gli operatori in esattori chiamati a giustificare rincari improvvisi al check-in. La delibera, seppur formalmente inattaccabile e immediatamente eseguibile per urgenza, sembra aver ignorato la necessità di una transizione morbida. Il gettito, destinato a finanziare turismo e beni culturali, rischia di nascere sotto una nuvola di critiche, trasformando gli albergatori in uffici di riscossione di un’imposta comunicata male e gestita peggio. Con la stagione alle porte, Oristano si presenta ai nastri di partenza con un’accoglienza più cara e un settore professionale infastidito. (m.c.)
