Buche nelle strade, cantieri e disagi: i cittadini lanciano l’allarme sicurezza
La denuncia: c’è una via sbarrata da una transenna, difficilmente visibile durante la notte a causa della scarsa illuminazione
Oristano Torna il sereno dopo settimane di pioggia e la città si risveglia con un incubo antico: buche e dissesti nelle strade rendono impossibile percorrerla in sicurezza e serenità. Il problema è diffuso, non si salva nessun quartiere, anche se alcune zone sono oggettivamente da bollino rosso. Ci sono quartieri come Su Brugu dove le incompiute sono annose: via Aristana attende da anni un intervento mai arrivato, così come disastrate sono via Meucci, via Lepanto e via San Simaco, tra marciapiedi che mancano o inagibili, e carreggiata irregolare. Una delle situazioni più drammatiche è certamente quella di Torangius, dove lo slalom tra le buche è accompagnato da un bel panorama vista degrado urbano. Il vialone principale a doppia corsia ha solo le aiuole curate: per il resto, via Fermi è una groviera, così come una delle perpendicolari che vi si affacciano.
Per dirne una, via Bonu ha un pericoloso buco proprio in corrispondenza dello stop, impossibile da evitare per chi va via da casa. Valentina Meloni ha 42 anni e vive nel quartiere da sempre: «Ora ho due figlie piccole e viviamo con grandissima difficoltà anche solo a fare una passeggiata con il cane. Non si può godere di questi bei giardini abbandonati. In molti punti le radici hanno divelto le mattonelle vicino a quel che resta dei giochi pubblici, rendendoli pericolosi». Via Quasimodo è sbarrata da una transenna a metà strada, «difficilissima da vedere di notte a causa della scarsa illuminazione – riprende la ragazza –. Solo il buco più evidente, davvero pericoloso, è stato segnalato. Gli altri sono lasciati alla destrezza del guidatore e alla sua velocità nello schivarli». Alessio Grussu, trentenne, abita il quartiere da quando è piccolo e oggi vive qui con la fidanzata: «Quella voragine è l’emblema, esito maldestro di un allaccio idrico fatto anni fa e mai riasfaltato a dovere. In un quartiere dove abitano circa quattromila persone, è inaccettabile. Anche se è una delle zone popolari della città, non si dovrebbe fare classismo nel decoro urbano».
A dispetto degli stereotipi, però, anche il centro storico non ha propriamente un bell’aspetto: girare a passo d’uomo tra via Canepa e via Puccini, passando per il più nascosto vico Tirso dove si deve scavalcare un buco per poter proseguire, mette a dura prova le sospensioni dell’auto. E anche la zona considerata più elegante della città, quella che gravita attorno ai giardini pubblici di viale Repubblica, non è messa meglio. Per arrivarci, si può percorrere a scossoni via Sardegna, da poco oggetto di un lungo cantiere – e infatti la musica e i sobbalzi non cambiano –, proseguendo poi nelle stesse condizioni in via Satta.
Sbucare di seguito in via Diaz non migliora la situazione, ma è addentrandosi per esempio nelle interne via Tazzoli o in via Campanelli che si scopre che, oltre alle buche nelle strade, spesso sono i pedoni a non poter usufruire dei marciapiedi. «Abito qui nel quartiere di san Giuseppe da quando sono nato – racconta il cinquantenne Marco Attene –, negli anni Novanta si giocava per strada, era una zona completamente residenziale. Ora invece, anche se continuano a non esserci negozi, gravita in queste strade il traffico dei mezzi pesanti che dalla rotonda dell’ingresso nord vanno verso il porto e viceversa. L’asfalto si rovina facilmente. Attendiamo con fiducia l’apertura della bretella che circumnavighi il quartiere, così sarà anche più facile tenerlo in ordine». © RIPRODUZIONE RISERVATA