Cento anni fa nasceva Lucio Abis, il senatore che creò la Provincia di Oristano
Nel suo ricordo e indirizzo nasce l’iniziativa dell’Università del Mediterraneo
Oristano A cent’anni dalla nascita del senatore Lucio Abis, l’Associazione culturale a lui intitolata rilancia la propria attività nel segno della memoria e della progettualità. Questa mattina martedì 24 febbraio ricorre il centenario (1926-2026) dalla nascita di una delle figure più significative della politica sarda del Novecento. L’Associazione intende trasformare questa ricorrenza in un momento di riflessione sull’eredità politica, istituzionale e culturale di Abis, interprete moderno delle strategie del Paese, capace di coniugare visione, equilibrio e profondo senso delle istituzioni. Per il mese di aprile è già in programma una giornata di studi che vedrà la partecipazione del senatore Pierferdinando Casini, insieme a giovani, operatori culturali, amministratori e rappresentanti delle istituzioni, con l’obiettivo di attualizzarne il pensiero e il profilo pubblico. Abis fu tra i riferimenti politici che sostennero il percorso culminato, nel 1974, con l’istituzione della Provincia di Oristano, passaggio decisivo per l’autonomia amministrativa del territorio, fino ad allora dipendente da Cagliari. Nel corso della sua attività parlamentare e di governo si adoperò inoltre per rafforzare la presenza istituzionale dello Stato nel capoluogo e per accompagnare interventi di sviluppo, in particolare nei settori agricolo e agroindustriale, centrali per l’economia locale. Più che per singole opere simbolo, è ricordato per la capacità di mediazione e per il lavoro costante nei rapporti con i ministeri, grazie ai quali il territorio poté ottenere attenzione e risorse.
Ma il centenario non rappresenta soltanto un momento celebrativo. L’Associazione sta infatti portando avanti un percorso di iniziative che guardano al futuro della Sardegna e al suo ruolo nel Mediterraneo. In questa direzione si inserisce il recente convegno promosso la scorsa settimana a Oristano, dedicato all’idea di una Università del Mediterraneo, intesa non come semplice nuova struttura accademica, ma come infrastruttura culturale e formativa capace di attrarre studenti dai Paesi che si affacciano sul mare nostrum. Dal confronto è emersa l’idea di un sistema universitario integrato, capace di mettere in rete le realtà già presenti – dalle Università di Cagliari e Sassari, al Consorzio Uno di Oristano – con istituzioni scolastiche, centri di ricerca e atenei dei Paesi mediterranei. L’obiettivo è trasformare la posizione geografica della Sardegna in un punto di forza, superando l’isolamento e costruendo relazioni stabili sul piano scientifico, culturale e formativo. Nel corso del convegno si è sottolineato come parlare di Università del Mediterraneo significhi ragionare in termini di sistema e cooperazione, affrontando al tempo stesso le grandi sfide che attendono il mondo accademico: il calo demografico, che riduce il numero degli studenti, e l’accelerazione tecnologica, che impone nuovi modelli didattici e nuove competenze. In questo contesto la Sardegna può giocare un ruolo strategico, puntando su qualità formativa, internazionalizzazione e capacità di attrarre giovani anche dall’estero. Non solo visioni, ma anche prime azioni concrete: tra queste il progetto di recupero dell’ex Provveditorato agli Studi accanto all’Istituto Mossa per la realizzazione di uno studentato universitario, iniziativa già oggetto di un primo studio di fattibilità. Un segnale che la proposta non si limita al piano teorico, ma intende tradursi in interventi capaci di rafforzare la presenza universitaria a Oristano.
