La Nuova Sardegna

Oristano

Sicurezza

Contro i protagonisti della movida violenta ipotesi daspo urbano

di Michela Cuccu
Contro i protagonisti della movida violenta ipotesi daspo urbano

Oristano, dal sindacato di polizia arriva la proposta per allontanare dal centro i soggetti violenti

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Oristano Il daspo urbano per blindare il centro e prevenire nuove escalation di violenza: è questa la richiesta formale che il Siulp ha recapitato ieri al sindaco Massimiliano Sanna, in concomitanza con la chiusura delle indagini sulla rissa di gennaio. La notizia arriva 24 ore dopo il bilancio finale della Squadra mobile, che ha portato alla denuncia di diciotto giovani – tra cui cinque minorenni –, protagonisti di uno scontro che si è articolato tra piazza Duomo e via Sant'Antonio. Per il sindacato di polizia, davanti a un episodio che ha visto l'uso di spranghe di ferro, cinghie e spray al peperoncino, la sola risposta giudiziaria non è più sufficiente: serve uno strumento amministrativo capace di allontanare i soggetti pericolosi dalle aree della movida. Il segretario generale provinciale del Siulp, Alessandro Scintu, motiva la richiesta con un’analisi che punta direttamente alla gestione dell'ordine pubblico: «Si tratta di un episodio che non può essere derubricato a mera intemperanza giovanile, ma che rappresenta un segnale preoccupante sotto il profilo dell'ordine e della sicurezza pubblica».

Secondo il sindacato, pur nel riconoscimento dell'efficacia delle diciotto denunce odierne, l'attività delle forze di polizia deve essere supportata da misure preventive che intervengano prima della commissione di nuovi reati. Per questo, Scintu sollecita l'individuazione di zone sensibili nel perimetro del centro storico. «La risposta repressiva, per quanto efficace, non può essere l'unico strumento di gestione di fenomeni, che richiedono un approccio strutturato e preventivo», ribadisce la nota sindacale. Oristano si interroga ora su quale volto dare al proprio centro storico, confrontandosi con i modelli di sicurezza urbana già operativi nel resto dell'Isola. A Cagliari, la linea del rigore ha portato all'istituzione di zone rosse invalicabili, come quella di piazza del Carmine, dove il daspo urbano viene applicato sistematicamente per contrastare fenomeni di degrado e microcriminalità. Sassari segue una strategia analoga per bonificare le vie del centro dalle baby-gang, mentre a Nuoro lo strumento è stato utilizzato per intervenire sull'area dell'Ex Me dopo disordini speculari a quelli oristanesi. Anche Olbia e Alghero hanno ormai adottato questo protocollo per gestire i flussi della movida e tutelare il decoro delle aree di pregio.

La proposta del sindacato della Polizia sposta ora il confronto sul piano politico, arrivando direttamente a palazzo degli Scolopi. L'obiettivo è dotare la città di strumenti che impediscano a chi ha partecipato alla guerriglia di gennaio di frequentare abitualmente i luoghi dell'aggregazione cittadina. Dopo l'identificazione dei diciotto responsabili, l'Amministrazione comunale è ora chiamata a decidere se attivare quei poteri necessari per interdire l'accesso alle aree sensibili ai soggetti considerati violenti.

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