La Nuova Sardegna

Oristano

Beni culturali

I giganti di Mont’e Prama tornano a casa. Muroni: «Non si parli di scippo ai danni di Cagliari»

di Paolo Camedda
I giganti di Mont’e Prama tornano a casa. Muroni: «Non si parli di scippo ai danni di Cagliari»

Le statue sono nel museo di Cabras dopo essere state per una dozzina di anni nel capoluogo sardo

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Cabras Quella di oggi, mercoledì 4 marzo, è stata una data storica per Cabras e l’archeologia sarda. Come annunciato dal presidente della Fondazione Mont’e Prama, Anthony Muroni, tutto il complesso statuario rinvenuto nei vari scavi nella collina del Sinis, ha fatto ritorno a casa, negli spazi del museo Giovanni Marongiu. «Il cerchio si chiude – ha commentato Muroni –. Con il completamento del trasferimento dell’intero complesso statuario di Mont’e Prama a Cabras, non assistiamo a uno scippo ai danni dei Musei nazionali di Cagliari, ma al compimento di un destino tracciato da tempo. È l’adempimento di una promessa istituzionale e la restituzione di un’integrità culturale che il territorio attendeva da anni».

Il presidente delle Fondazione ha quindi ricordato le tappe attraverso le quali è stato ottenuto questo importante risultato: «La cronaca di questo percorso è lineare e sgombra il campo da ogni equivoco. Già nel 2014, all’indomani del restauro, la direzione era stata indicata con fermezza dall’allora ministro: in ossequio al principio della non scomposizione, l’intero complesso doveva trovare dimora unitaria nel luogo del suo ritrovamento». Ma «per un decennio la mancanza di spazi adeguati a Cabras ha imposto una soluzione logistica di compromesso, trasformando quella che doveva essere una mostra temporanea di due anni a Cagliari in una attesa più lunga».

Ora però, con i lavori della nuova sala del museo giunti finalmente a termine, la situazione cambia. «Questa fase di transizione è terminata – dichiara Muroni –. La Fondazione Mont’e Prama ha fatto il proprio dovere. Siamo di fronte a un momento di profonda emozione civile, la burocrazia che si fa storia, il territorio che si riappropria del proprio respiro monumentale». Presto tutti i Giganti e le altre statue saranno visitabili in un’esposizione dedicata e permanente. «Il percorso dell’esposizione è già tracciato – conclude il presidente –. Inizieremo con un allestimento temporaneo, propedeutico alla configurazione definitiva che vedrà la luce nel 2027. Resta l’orgoglio di aver mantenuto la parola data: i Giganti sono tornati, finalmente tutti insieme, a casa loro».

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