Centro storico allargato e senza auto: architetti, ingegneri e geometri immaginano la città
Il punto di vista dei tecnici sulla Ztl va verso una chiusura ampia. Occhio al decoro urbano
Oristano Da un lato, i partiti dell’attuale maggioranza ricompongono il delicato equilibrio che, nelle intenzioni di Fratelli d’Italia, Forza Italia, Unione di Centro, Psd’Az e l’ultimo entrato Sardegna 20Venti, dovrebbero garantire la fine regolare della consiliatura. Dall’altro, arriva sul tavolo della politica uno dei nodi centrali su cui trovare la quadra: il centro storico. Un neon è acceso sopra la Ztl: obbligatorio portarla a termine, ma nell’incontro pubblico di sabato scorso è stato chiarito che non sarà mandata a compimento così come imposto dall’ultima linea politica. Il tema è talmente sentito che più volte e molti professionisti cittadini, senza colore politico, si sono messi a disposizione per supportare l’amministrazione nel contemperare le esigenze e le sensibilità in ballo.
Architetti A osservare la questione da un punto di vista meramente tecnico c’è Enrica Campus, che ha fatto parte del team di architetti, assieme all’attuale presidente del suo Ordine Alberto Loche, che ha redatto il piano particolareggiato del centro storico attualmente in vigore. «È un documento che stabilisce indirizzi e regole, con alcune norme anche prescrittive – spiega –. Vero è che è uno strumento, ma tra la regola e l’attuazione c’è un mondo, e anche la politica. Ecco perché a volte può capitare che la lettura interpretativa, che non dice nulla sulla qualità di un progetto ma solo sul risultato che si vuole ottenere, si discosti dall’idea dei pianificatori iniziali».
È quel che è successo in piazza Manno dopo la sua ristrutturazione: «Non avevamo contemplato la sua chiusura al traffico nel progetto iniziale, ma siamo ben contenti che sia avvenuto, perché è un successo dal punto di vista della vivibilità di quello spazio. Vorrei che la politica avesse più coraggio nella visione, quello che abbiamo noi tecnici quando ripensiamo gli spazi». La bontà della ratio sottesa al piano attuale sarebbe evidente nei dettagli: «Il tecnico pensa nell’interesse della città studiandone la storia architettonica. Ecco che le linee estetiche di ristrutturazione dettate per il centro storico, per esempio, hanno contagiato molta dell’edilizia privata nelle vie limitrofe, dove ritroviamo molti elementi urbani che sono coerenti con il piano. Significa che quelli indirizzi hanno incontrato il gusto della città». Gli spazi aperti al pubblico sono certamente il punto di maggiore interesse: «Il piano è talmente approfondito, per esempio, che quando è stata rifatta la via Duomo, sono stati già inseriti gli agganci per le tribune della Sartiglia, per non stare a bucare il manto stradale. Sono dettagli che provengono da una conoscenza della città».
Ingegneri Per l’ingegnere Cristian Licheri, una delle urgenze è proprio la Ztl: «Per com’è stata studiata, concentra l’approdo e la ricerca di parcheggio per tutte le auto nella zona di via Duomo, già congestionata – riflette –. Io poi ho una visione ancora più ampia». Per Licheri la Ztl non si deve limitare alle vie storiche del cuore di Oristano, ma deve arrivare a ricomprendere quelle che permettono di arrivarci: «Iniziare la camminata pedonale per confluire alla Torre di Mariano, il monumento più importante che abbiamo in città, da via Tirso, per esempio, avrebbe un impatto molto più suggestivo nella godibilità del centro – immagina –. Inoltre, tutte le città d’Italia hanno l’accesso ai principali monumenti in zona pedonale». Un’operazione del genere non andrebbe attuata di punto in bianco: «È possibile se ragionata in anticipo, con un piano di individuazione dei posteggi. È lì che bisogna intervenire per poi chiudere. Questo non significa che non si possa trovare il modo di tutelare le ragioni dei residenti, ma la visione va allargata».
Una via Tirso pedonale permetterebbe poi di montare i dehors, altro nodo del piano fortemente in discussione: «Lo spazio è sufficiente e non ingombrerebbero i passaggi, è urgente però una loro regolamentazione». Nel centro storico l’estetica è un dettaglio che non può essere trascurato: «Ci vogliono i soldi, e sono stati trovati con il Pnrr per le nuove pavimentazioni. Ma l’asfalto andrebbe rimosso ovunque, è antiestetico». Difficile invece trovare una soluzione per gli alti costi di ristrutturazione, che cambierebbero il volto a molti edifici del centro: «Ristrutturare oggi ha costi spesso proibitivi, e in assenza di misure di sostegno a livello nazionale o regionale, un Comune può fare ben poco – argomenta –. Una misura tampone potrebbe essere diminuire gli oneri concessori» lancia l’idea.
Geometri La professionista Sonia Porru è geometra del Collegio di Oristano dal 2006 e vive in centro storico: «Anche io concordo nell’allargare il perimetro della Ztl ricomprendendo la stessa via Duomo e il triangolo con via Crispi e Ciutadella de Minorca: aiuterebbe la godibilità del centro e la gestione del traffico. Proviamo a immaginare una via Duomo pedonale piena di persone: è un effetto molto suggestivo. Ora che i lavori hanno bloccato le macchine si è già moltiplicato il passaggio pedonale, conferma che questa è una zona da vivere a piedi» La geometra è favorevole alle chiusure orarie, ma puntualizza: «Solo se invertite rispetto a come se n’è parlato sin ora, cioè dando la possibilità di transitare solo di notte, quando il centro non è vissuto». C’è un problema poi ancora più urgente: «Il decoro urbano, e lì non c’è piano particolareggiato che tenga: è civiltà». © RIPRODUZIONE RISERVATA
