Sanità, all’Ascot l’attesa è infinita: scoppia la lite tra medico e pazienti
La denuncia da parte degli utenti: «Il presidio è l’unico punto di riferimento per settemila persone»
Oristano Pazienti sull’orlo di una crisi di nervi. Succede quotidianamente all’Ascot di via Carducci dove se vai, non sai se ti visiteranno o avrai una ricetta per i farmaci. Tutto documentato in un video diffuso da Giampaolo Lilliu, presidente di Areas, l’associazione ex esposti amianto della Sardegna. Le immagini mostrano una realtà fatta di volti stanchi, file che si snodano nei corridoi e una tensione palpabile che scoppia non appena le porte dell’ambulatorio minacciano di chiudersi perché arriva l’orario in cui il servizio deve essere interrotto – il medico ha i suoi diritti e non può certo vivere dentro quell’ambulatorio –. Quella che doveva essere una soluzione temporanea per tamponare l’emorragia di medici di base a Oristano è diventata una cronica e soffocante normalità.
Secondo i dati più recenti di marzo 2026, la situazione nel capoluogo ha raggiunto livelli di guardia: si stima che circa settemila cittadini del capoluogo siano attualmente privi di un medico di medicina generale fisso. Se si allarga lo sguardo all’intera provincia, il deserto sanitario è ancora più vasto: sono 50mila le persone che, per una ricetta o una visita di controllo, devono affidarsi alla rete degli Ascot. Il presidio di via Carducci è diventato l’unico baluardo per migliaia di famiglie, ma la struttura sembra ormai incapace di reggere l’urto. «Sono tanti ogni giorno i cittadini che si rivolgono a noi per segnalare i problemi all’Ascot di Oristano – denuncia Lilliu –. L’ambulatorio non è idoneo ad accogliere un volume così alto di pazienti. Le sale di attesa sono troppo piccole e, quando a una certa ora le porte vengono chiuse per gestire chi è già dentro, chi resta fuori si ritrova senza assistenza e senza un posto dignitoso dove sostare».
Il paradosso, evidenziato dall’associazione Areas, è che una cifra che giornalmente va dal 40 al 70 per cento degli accessi in ambulatorio riguarda la semplice richiesta di rinnovo di ricette per farmaci di utilizzo quotidiano. «Basterebbe dare al medico la possibilità di evadere queste richieste tramite il sistema informatico o email dedicate», insiste Giampaolo Lilliu nella sua lettera inviata recentemente alla direttrice generale della Asl, Grazia Cattina.
Una misura che, secondo l’associazione, eliminerebbe gran parte delle code, lasciando l’ambulatorio a chi ha realmente bisogno di una visita. L’Asl riconosce la gravità della situazione. Nella recente conferenza dei distretti sanitari, proprio la direttrice generale ha confermato che su 145 sedi previste, 64 sono quelle vacanti. Per cercare di arginare il caos, la direzione ha recentemente firmato contratti con sette medici in pensione per potenziare i turni. Tuttavia, per i pazienti di via Carducci, i rinforzi sembrano non bastare. La chiusura anticipata dei turni, spesso necessaria per permettere al medico di terminare le visite programmate entro l’orario previsto, continua a generare scontri verbali tra l’utenza e il personale. Mentre la Asl annuncia strumenti tecnologici per la telemedicina e mail dedicate per snellire le pratiche, i cittadini restano in attesa di una soluzione strutturale: il ritorno del medico di base tradizionale.
