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Cormorani, 10mila euro per fermare l’emergenza – La strategia

di Caterina Cossu
Cormorani, 10mila euro per fermare l’emergenza – La strategia

Uno studio per aggiornare il piano: possibile estensione degli abbattimenti fino a marzo, sotto la lente le lagune più colpite

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Oristano Diecimila euro per provare a fermare l’assalto dei cormorani alle lagune dell’Oristanese. È da questo stanziamento, approvato dal consiglio provinciale nella seduta di giovedì 16 aprile, che prende il via il nuovo percorso della Provincia per aggiornare il piano di contenimento e rispondere a un’emergenza che da anni mette in difficoltà il comparto ittico. Le risorse serviranno ad affidare un incarico specialistico per uno studio faunistico approfondito e per la Valutazione di incidenza ambientale (Vinca) di secondo livello. Il tecnico incaricato dovrà analizzare le dinamiche della popolazione di cormorano, quantificare la pressione predatoria nelle diverse lagune e peschiere e individuare con precisione le aree più colpite, dove eventualmente applicare misure più incisive.

Il problema è noto: nonostante gli interventi già previsti dal Piano triennale 2025-2028 – dissuasione e abbattimenti selettivi tra il 1° ottobre e il 31 gennaio – la presenza del cormorano continua a incidere in maniera significativa sulla produzione ittica locale. Le cooperative denunciano perdite economiche importanti e danni a specie di pregio commerciale, in particolare l’anguilla, pilastro dell’economia lagunare. Le criticità sono state al centro di un confronto istituzionale svoltosi lo scorso 13 marzo in Prefettura, alla presenza di rappresentanti del comparto ittico, istituzioni e tecnici dell’Ispra. In quella sede è stata avanzata la richiesta di estendere il periodo di abbattimento fino al 31 marzo, ricevendo un’apertura in linea tecnica da parte dell’Istituto, ma con paletti stringenti: la proroga dovrà essere limitata alle peschiere maggiormente impattate, supportata da un’adeguata istruttoria scientifica e formalmente proposta dalla Provincia. Particolare attenzione sarà riservata alle aree della rete Natura 2000, dove ogni intervento dovrà dimostrare di non produrre effetti negativi sugli habitat e sulle specie tutelate. In questo senso, la Vinca rappresenta il passaggio autorizzativo chiave per qualsiasi estensione delle attività, garantendo il rispetto degli equilibri ecosistemici.

Una volta completato lo studio, il percorso prevede il passaggio all’Ispra per il parere tecnico e poi alla Regione per l’autorizzazione definitiva. L’obiettivo dichiarato dalla Provincia è quello di arrivare a soluzioni strutturali, capaci di tutelare un comparto economico strategico senza derogare alle norme ambientali. Nel frattempo, però, dal territorio arriva una richiesta chiara: accelerare. Perché i danni causati dai cormorani – tra predazione diretta e riduzione delle risorse ittiche – non sono più sostenibili per molte realtà produttive locali, che chiedono interventi efficaci e tempestivi.

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