South working, dalla Sicilia 54 milioni alle aziende del Nord che assumono nell’isola: un’idea replicabile in Sardegna. Ma c’è una condizione
Incentivi fino a 30mila euro ma i dipendenti dovranno operare da remoto. L’obiettivo: frenare lo spopolamento
Sassari Lavorare per un’azienda del Nord o dell'estero senza dover fare le valigie e abbandonare la propria terra. Quella che fino a ieri era una scelta di vita individuale diventa oggi una vera e propria strategia economica sostenuta con fondi pubblici. La Regione Sicilia ha varato un piano da 54 milioni di euro dedicato al south working, un provvedimento che attira l'attenzione di tutto il Mezzogiorno e, in particolare, di realtà come la Sardegna, accomunate dalla complessa sfida dell'insularità, dello spopolamento e della fuga di capitale umano qualificato.
Come funziona il maxi-incentivo
Il meccanismo voluto dal governo Schifani è tanto semplice quanto inedito: offrire contributi a fondo perduto alle aziende per incentivare l'assunzione di personale residente sull'Isola, da impiegare rigorosamente in modalità smart working. La misura resterà attiva fino al 2028
A chi è rivolta la misura e i requisiti
Aziende con sede fuori dalla Sicilia (incluse imprese extra-UE). L'importo: fino a 30.000 euro per ogni dipendente assunto, erogati con un contributo annuale massimo di 6mila euro per cinque anni.
I requisiti: Il bonus è valido esclusivamente per le assunzioni a tempo indeterminato (o per la trasformazione di contratti già esistenti in rapporti a tempo indeterminato). Dalla misura sono escluse le imprese locali: non si tratta di una svista, ma del cuore della strategia. L'obiettivo della Regione è attrarre infatti domanda di lavoro dall’esterno. In questo modo, i salari generati da aziende non locali verrebbero incassati e spesi fisicamente sul territorio isolano, stimolando i consumi e iniettando nuova liquidità nell'economia di prossimità. Il south working viene così elevato a strumento di politica economica per il riequilibrio geografico.
Un laboratorio per le isole
Con questa mossa, la Sicilia si candida a diventare un laboratorio nazionale per le nuove politiche del lavoro. I risultati di questa sperimentazione saranno osservati speciali da regioni sorelle come la Sardegna: se il piano riuscirà a invertire concretamente la rotta dell'emigrazione giovanile tramutando il lavoro da remoto in sviluppo territoriale, il modello del south working incentivato potrebbe superare i confini siciliani.
