La Nuova Sardegna

Oristano

Edilizia urbana

Dall’industria del bitume all’abbandono, ora la riqualificazione turistica – Ecco la marina che cambia volto

di Caterina Cossu
Dall’industria del bitume all’abbandono, ora la riqualificazione turistica – Ecco la marina che cambia volto

Due giovani imprenditori scommettono sul rilancio dell’area a cavallo tra campeggio comunale e area grandi eventi

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Oristano La prima e più evidente cosa che cambierà sarà il panorama all’ingresso della borgata marina. I giganteschi silos, che un tempo contenevano prodotti bituminosi e petroliferi, saranno infatti smantellati e smaltiti entro un anno. Poi partirà la riqualificazione, che cambierà completamente destinazione d’uso e aspetto dei luoghi. La Sardabitumi non è più proprietaria dell’enorme struttura all’ingresso di Torregrande. Due imprenditori cittadini – giovani, e che vogliono rimanere anonimi – scommettono sul rilancio di questa porzione di terreno e sul futuro dell’intera marina. Un’area di oltre un ettaro ormai lasciata al degrado da troppo tempo, che non era riuscita a ripensare il proprio futuro con la complicità di una serie di lunghe questioni anche burocratiche e che oggi trova lo slancio e la voglia di riproporre un destino di rilancio.

Il valore immobiliare La trattativa è partita dal milione, ma l’operazione di compravendita, per realizzarsi, è scesa di qualche centinaia di migliaia di euro, con un prezzo finale nettamente ribassato. L’accordo è poi finalmente arrivato, dopo due anni di valutazioni reciproche tra acquirenti ed ex proprietari. Dietro l’affare ci sono la cura e l’esperienza di Fabrizio Pau, uno dei leader del mercato immobiliare cittadino: «Chi ha acquistato oggi ha certamente una visione a lungo termine, non della gestione dell’immediato ed è così che andrebbe pensata anche tutta la borgata marina di Torregrande. Il progetto di riqualificazione occuperà l’arco temporale di almeno cinque anni e andrà di pari passo con un confronto aperto e franco con il Comune, per discernere le potenzialità dalle fattibilità in loco dei progetti».

Le potenzialità Torregrande è una borgata che ha 1.100 residenti ormai. Nel Piano urbanistico è classificata principalmente come zona turistica (F), ma comprende anche aree per servizi (G), ambiti di tutela ambientale (H) – soprattutto pineta e costa – e parti residenziali (B e C). Questa articolazione riflette la sua natura di frazione litoranea a vocazione turistico ricettiva, disciplinata in modo diverso dal centro urbano. L’assetto è ulteriormente regolato da un piano particolareggiato dedicato e da tavole specifiche del piano urbanistico che definiscono nel dettaglio le sottozone. Il terreno ormai ex Sardabitumi potrà idealmente ospitare strutture ricettive, ristoranti e negozi, oltre che case.

Il progetto originario La Sardabitumi aveva già provato, alla chiusura dello stabilimento avvenuta circa venti anni fa, a ripensare la destinazione dell’area con la proposta di un progetto eseguito tra il 2007 e il 2012 e del valore di 300mila euro, che immaginava di trasformare il sito industriale dismesso in un nuovo polo turistico residenziale di qualità. Novantatrè alloggi, negozi e servizi per una Porto Cervo in miniatura. La riqualificazione allora si era scontrata, tra le varie cose, con il Piano di assetto idrogeologico e i suoi vincoli, che dà la zona come inedificabile. Da allora, si sono susseguite altre ipotesi, come quella del parco acquatico. L’idea per il futuro I nuovi proprietari anzitutto penseranno alle bonifiche. Le autorizzazioni sono solo da rinnovare e le ditte da incaricare, ma vedere l’area sgombera aiuterà ad avere le idee più chiare. L’intenzione potrebbe essere quella di tornare al primo progetto e integrarlo con i servizi immediatamente adiacenti. La proprietà confina con il campeggio comunale, che è chiuso in un permanente stato di degrado e che si auspica possa ripartire al più presto, magari con un progetto di affidamento pluriennale a un privato. C’è poi l’area grandi eventi, attualmente ancora bloccata. © RIPRODUZIONE RISERVATA

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