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Oristano

Il caso

Inquilini morosi da anni nelle case popolari – Cosa succede

di Caterina Cossu
Inquilini morosi da anni nelle case popolari – Cosa succede

Anche nel 2026 il Comune pagherà al loro posto le spese condominiali, per evitare disagi e disservizi

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Oristano Le morosità condominiali tornano a pesare sulle palazzine popolari di via Alghero. Il problema riemerge nelle ultime determine approvate dal Comune di Oristano sui condomini dei palazzi A e B ai civici 2 e 4, dove Palazzo degli Scolopi possiede complessivamente 32 appartamenti di edilizia residenziale pubblica concessi in locazione. Negli atti firmati dalla dirigente del settore Servizi alla persona e cittadinanza Milena Deligia la scorsa settimana, il Comune prende semplicemente atto della «mancata corresponsione» delle quote condominiali da parte di «diversi inquilini». Non vengono indicati né gli importi dovuti né il numero preciso degli assegnatari morosi, ma la vicenda riporta al centro una criticità che in quei palazzi si trascina da diversi anni, per non dire decenni. Impossibile, al momento, avere i dati sul numero di quote, e il loro valore, che mancano all’appello per l’anno 2025: «Gli uffici hanno avviato una ricognizione per stabilire se ci siano ed eventualmente quante siano le posizioni irregolari e conseguentemente a quanto ammontano le somme – ha dichiarato l’assessora alle Politiche sociali, Giulia Murgia –. In questo caso procederemo con i solleciti. Prima di aver concluso questa fase è difficile fare una quantificazione». Gli ultimi dati comunicati dagli uffici risalgono alle 2023: già due anni fa il Comune era stato costretto a intervenire direttamente – cosa che deve accadere per legge – per coprire un debito condominiale da circa 6.500 euro accumulato dagli inquilini morosi, evitando il blocco di servizi essenziali come ascensore, autoclave e illuminazione delle parti comuni. Ancora prima, nel 2020, la situazione era stata descritta dagli stessi residenti come ormai cronica: secondo quanto emerso allora, in ciascuna delle due palazzine avrebbero pagato regolarmente le quote soltanto cinque appartamenti su sedici. Una situazione che negli anni ha provocato continui disagi. Nel 2015 si arrivò perfino al distacco dell’energia elettrica delle parti comuni per il mancato pagamento di alcune bollette: ascensore fermo e autoclave bloccata lasciarono i residenti senza acqua. Problemi analoghi erano riaffiorati anche nel 2022, quando alcuni inquilini denunciarono nuovi stop all’ascensore e alle utenze condominiali, parlando apertamente di una “guerra tra poveri” tra chi riusciva a pagare e chi invece accumulava arretrati. Le ultime determine approvano i verbali delle assemblee condominiali svolte l’11 marzo scorso, durante le quali sono stati votati all’unanimità i bilanci consuntivi 2025 e i preventivi 2026, oltre alla conferma dell’amministratore e alla ripartizione delle spese per le parti comuni, compresa la pulizia delle scale. «Si tratta di quote che vengono calcolate rispetto alla legge 220 del 2012, quindi come in qualsiasi altro condominio – spiega Antonio Cossu, amministratore –. Io non ho rapporti con i condomini però , perché formalmente il proprietario degli appartamenti è il Comune». © RIPRODUZIONE RISERVATA

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