Volontarie contro il randagismo: «Siamo arrivate al collasso economico e psicologico»
Il grido d’allarme duro: «Il Comune e l’Asl non ci sostengono abbastanza, c’è bisogno di fare di più»
Oristano «Siamo arrivate al collasso economico e psicologico. Non possiamo più sostituirci alle istituzioni, la situazione è fuori controllo». È un grido d’allarme duro quello lanciato da un gruppo di cittadine, volontarie e referenti di colonie feline della città. La lettera inviata alla Nuova Sardegna, di cui per le decine di attiviste si è fatta portavoce Valeria Marras, racconta di un’emergenza quotidiana fatta di innumerevoli cucciolate abbandonate, gatte incinte recuperate in strada, colonie sempre più numerose. «Mentre le associazioni sono sature, il peso della situazione ricade interamente sui privati».
Le volontarie ricordano anche il protocollo d’intesa firmato nel 2024 tra Comune e Asl 5 e presentato dall’amministrazione come una svolta nella gestione del fenomeno, con campagne di sterilizzazione, incentivi alle adozioni e nuovi servizi dedicati agli animali. Un accordo che prevedeva una collaborazione strutturata tra enti per affrontare il problema, ma che secondo le firmatarie sarebbe rimasto in gran parte disatteso. Le cittadine richiamano inoltre il ruolo del sindaco Massimiliano Sanna come «massima autorità sanitaria locale» e responsabile giuridico della tutela degli animali randagi e delle colonie feline. E aggiungono: «Le Pec inviate restano sempre senza risposta».
Tra i punti più contestati c’è il recente stanziamento di poco più di 12mila euro destinato alle sterilizzazioni feline. Una misura difesa fortemente dall’amministrazione: «Si tratta di una risposta concreta a un fenomeno che richiede attenzione e continuità d’intervento» ha spiegato l’assessora all’Ambiente Maria Bonaria Zedda che, d’intesa con il servizio veterinario della ASL, racconta invece di un proficuo confronto con le associazioni del volontariato animalista. «La sterilizzazione – aggiunge Zedda –è strumento fondamentale per il controllo delle nascite e per la tutela del benessere animale. Sosteniamo il prezioso lavoro dei referenti delle colonie feline che ogni giorno operano con grande senso civico e sensibilità». Il gruppo di volontarie parla invece di un intervento «insufficiente e inefficace» che rappresenterebbe invece «uno spreco di soldi pubblici».
Il nodo più grave riguarderebbe poi l’assenza totale di strutture per gli stalli e la degenza post-operatoria: «Posto che si trovino le risorse, manca poi un luogo dove ospitare i randagi dopo gli interventi». La denuncia mette in evidenza anche le conseguenze sanitarie e urbane del fenomeno: il mancato controllo del randagismo avrebbe ripercussioni dirette anche sul decoro urbano, sull’igiene pubblica e sulla convivenza nei quartieri, dove sorgono le colonie. Le firmatarie chiedono un piano straordinario di sterilizzazioni, più fondi, ma soprattutto la predisposizione urgente di spazi comunali o convenzionati dove poter gestire gli animali recuperati dalla strada. © RIPRODUZIONE RISERVATA
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