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Oristano

Urbanistica

Il Comune blocca la riqualificazione dei due ecomostri: stop ai lavori

di Enrico Carta
Il Comune blocca la riqualificazione dei due ecomostri: stop ai lavori

L’Ufficio Tecnico solleva dei rilievi alla pratica, è scontro con la società

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Oristano L’ufficio Tecnico blocca tutto. Quando, dopo decenni, sembrava che i due ecomostri potessero finalmente sparire, è arrivato un diniego dalla dirigente comunale del Settore Sviluppo del Territorio, l’ingegnera Sara Angius. La storia del recupero dei due palazzoni tra via Dorando Pietri e via Beatrice d’Arborea, all’altezza della rotonda stradale del campo Tharros, non è quindi destinata a concludersi a breve, come invece pareva dopo le ultime novità dei mesi scorsi. Se non cambia qualcosa e se non spuntano fuori nuovi pareri tecnici favorevoli, i due scheletri, simbolo per eccellenza delle incompiute edilizie di Oristano, sono destinati ancora a lungo a far parte del paesaggio urbano della parte ovest della città.

La storia La loro è una vicenda infinita iniziata circa quarant’anni fa, sul finire degli anni ’80, quando la zona conobbe uno sviluppo notevole nel momento in cui furono innalzati i vari edifici che ospitano oggi la prefettura, la questura, i palazzi finanziari, l’Inps e altri uffici territoriali o statali. Accanto a quelli fu avviato il piano di lottizzazione il cui percorso di autorizzazione è addirittura datato addirittura 1977, con successive tappe burocratiche nel 1982, tra cui quella del progetto esecutivo. Prima di veder arrivare le ruspe e gli operai nel quartiere di San Nicola, passò un’altra manciata di anni, ma poi tutto andò spedito tranne la parte che riguardava i due palazzoni da una decina di piani che videro gettate le fondamenta e costruito lo scheletro. Fu effettuata qualche ulteriore opera in muratura, poi più nulla sino al fallimento dell’azienda siciliana, datato 2017 quando ormai era sparita da Oristano da decenni, che lasciò sul terreno anche l’altissima gru.

L’acquisto Nel luglio del 2023, dopo una serie di tentativi andati a vuoto, finalmente l’asta pubblica per la vendita ebbe un esito positivo. L’area con il complesso edilizio – 1.246,99 metri quadri da destinare a locale commerciale, due torri progettate per ospitare 72 appartamenti, due piani interrati da destinare a parcheggi e box cantine per le unità residenziali e il terreno circostante recintato – fu rilevata per 830mila euro. Sembrava il passo decisivo per il recupero di quella bruttura e nulla lasciava presagire che il percorso burocratico portato avanti dalla società Palazzi Tharros si sarebbe improvvisamente bloccato, anche perché l’ultima concessione edilizia era alquanto recente e risaliva al 2018.

Il no del Comune Nei giorni scorsi è però arrivato il parere negativo degli uffici comunali perché ci sarebbero problemi legati alle volumetrie e perché nel frattempo l’idea urbanistica che riguarda quella zona di città è completamente mutata. In quell’area è in corso una serie di lavori che la stanno ridisegnando. In più, secondo quel che trapela dall’incontro che c’è stato tra i responsabili dell’amministrazione, la parte politica e la ditta Palazzi Tharros, ci sono degli aspetti contrastanti. I costruttori considerano l’area un lotto incompleto, tipologia per cui la concessione non decadrebbe. Per l’Ufficio tecnico invece si tratterebbe di un lotto libero, per cui la vecchia concessione risalente ad alcuni decenni fa non sarebbe da considerare più valida. Sul tavolo c’è anche l’ipotesi che il problema possa essere sanato attraverso una variante urbanistica che comunque necessità di un voto in consiglio comunale e di una serie di valutazioni precedenti che spettano non solo agli organi politici. La cosa si potrebbe fare, ma sarebbe una situazione che richiederebbe un allungamento dei tempi non di poco conto e bisognerebbe capire quali siano le esigenze della società e che limiti si sia posta per poter avviare il cantiere. La mediazione è comunque in corso, ma superare le regole non è certo possibile, sebbene in maggioranza ci sia la volontà di risolvere la questione prima possibile.

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