Il riso piove dall’alto: ecco dove la semina si fa con il drone
L’innovazione in campo che migliora la qualità del lavoro e abbatte l’inquinamento. Presto anche i fitosanitari
Oristano «Sono 20 anni che utilizziamo la tecnologia per innovare e sperimentare la coltivazione in risaia. E oggi siamo i primi a seminare il riso con il drone: è un processo in cui crediamo molto e su cui intendiamo investire personalmente nell’immediato, perché potrà ridurre l’inquinamento e alleggerire il lavoro in campo». Gianni Ferrari, seconda generazione insieme a Carlo, ieri mattina ha caricato lui stesso le sementi nella tramoggia collegata al velivolo: un bestione concentrato di tecnologia, che ha sapientemente sorvolato il campo già irrigato, facendo cadere lungo il tragitto e su circa 4,5 ettari di risaia, la varietà Bramante di tipo Arborio, una delle tante prodotte dall’azienda Ferrari sui circa 350 ettari che compongono l’azienda.
I numeri Il costo di un’operazione del genere può oscillare dai 50 ai 150 euro a ettaro, dipende da tantissimi fattori. Di certo, sono abbattuti quelli operativi del personale e dei mezzi in campo. Un aspetto determinante in tempi dove anche l’azienda di Oristano ha «già speso circa 30mila euro in più di gasolio agricolo in questo prima parte dell’anno, a causa degli aumenti» spiega Ferrari. «Ma è l'abbattimento dell’incidenza dell’inquinamento l’aspetto a cui teniamo di più – continua –. Evitiamo di calpestare il campo o fare andare i trattori a motori accesi». Un altro accorgimento che qui tutela la produzione è stato sperimentato nel campo attiguo a quello del test. L’azienda ha infatti irrigato, fatto crescere le erbacce e solo dopo passato il diserbante: «Ora da lì raccoglieremo il riso già pulito, con notevole risparmio di tempo e manodopera» chiude uno dei patron dell’azienda.
Un esempio da replicare «Un evento storico per la provincia di Oristano, un primo passo per l’innovazione tecnologica delle aziende del territorio». Al battesimo di volo e di semina ha partecipato anche il presidente provinciale di Coldiretti Paolo Corrias, che non ha nascosto la soddisfazione e ha annunciato pieno sostegno a questo tipo di investimenti. E si è poi complimentato perla recente nomina di Angelo Mario Ferrari, fondatore dell'azienda, a Cavaliere al Merito della Repubblica Italiana
Il drone L’azienda fornitrice della tecnologia è Furaito di Varese, evento organizzato dalla sassarese Smart Geo Survey di Andrea Liverani. Per la prova di semina è stato utilizzato un macchinario con una portata di carico di circa 80 chili. Il volo è interamente gestito dal sistema in autonomia: «Il drone ha l’itinerario della missione memorizzato e una volta avviato il procedimento, lo completa secondo quanto memorizzato – ha spiegato Roberto Ferrarin di Furaito –. L’operatore segue il volo automatico, avendone il pieno controllo in ogni momento». Lo stesso procedimento oggi è sperimentato con i fitosanitari, ancora non autorizzati dal Ministero da distribuire in forma aerea, se non appunto in deroga. «L’efficacia del sistema con i droni per i filari di vite, secondo le prove in campo, è assolutamente certificata – aggiunge Ferrarin –. Il prodotto è distribuito in modo più omogeneo rispetto al metodo tradizionale manuale, e quindi migliora la resa della pianta. I test sul grano invece sono in fase di completamento». © RIPRODUZIONE RISERVATA
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