Grande Progetto Mont’e Prama: un piano per il territorio con nuovi interventi milionari – Tutti i numeri
La Regione, il Comune di Cabras e la Fondazione scommettono sul nuovo Investimento territoriale Integrato
Cabras Dopo una prima fase di interventi da oltre 13 milioni di euro, il Grande Progetto Mont’e Prama entra nel vivo con un nuovo pacchetto di opere da 17 milioni e 400mila euro destinato a rafforzare il Parco archeologico naturale del Sinis e il sistema Mont’e Prama. La fase attuativa dell’Investimento territoriale integrato è stata presentata venerdì 12 giugno nel nuovo Infopoint di Tharros dal vicepresidente della Regione e assessore regionale della Programmazione Giuseppe Meloni, dal presidente della Fondazione Mont’e Prama Anthony Muroni e dal sindaco di Cabras Andrea Abis. Parola d’ordine: consolidare il Sistema integrato del Sinis e Grande progetto Mont’e Prama.
Negli ultimi anni la crescita è stata costante. I visitatori dei siti gestiti dalla Fondazione sono infatti passati dai 73.840 del 2021 ai 177.230 del 2024. Ora l’ulteriore salto di qualità sul fronte delle infrastrutture, dei servizi, dell’accoglienza e della ricerca. I nuovi investimenti riguarderanno la ristrutturazione e il completamento del museo, del parco e delle aree esterne, il deposito e laboratorio di restauro assieme alla foresteria con biblioteca e sale studio a Solanas, i percorsi di accessibilità a Tharros e ulteriori interventi nei siti di San Giovanni di Sinis e San Salvatore. Tra le opere previste un ruolo di particolare importanza sarà rivestito dal Centro studi e formazione e dal nuovo polo dedicato alla conservazione dei reperti archeologici che sorgeranno a Solanas.
«Abbiamo capito che occorreva dotare questo territorio, insieme alle sale espositive, di una struttura dedicata alla conservazione dei reperti – ha spiegato Andrea Abis –. Il nuovo complesso ospiterà depositi archeologici, laboratori e spazi per la formazione e la ricerca. Stiamo costruendo il grande museo diffuso del Sinis. Il progetto punta a mettere in rete il Museo civico, il sito di Mont’e Prama, le rovine archeologiche di Tharros, il villaggio di San Salvatore e la borgata di San Giovanni di Sinis. I benefici non si fermeranno a Cabras, ma interesseranno tutto il territorio, producendo ricadute sul capoluogo e sull’intero Oristanese». Sullo stesso intervento si è soffermato anche Anthony Muroni, che lo considera uno dei progetti più ambiziosi dell’intera programmazione: «La struttura si estenderà su circa 3mila metri quadrati – ha sottolineato il presidente della Fondazione – e ospiterà depositi archeologici, laboratori di ricerca e di analisi, aule e spazi didattici. Potrà rivoluzionare il ruolo di questo territorio e della Sardegna nell’ambito della ricerca scientifica nel Mediterraneo. Il nostro obiettivo è renderlo operativo entro due o tre anni grazie alle collaborazioni già avviate con istituzioni e centri di ricerca internazionali».
Nel suo intervento l’assessore regionale Giuseppe Meloni ha sottolineato il valore strategico del progetto, uno dei due Investimenti territoriali integrati tematici individuati dalla Regione con il Cammino minerario di Santa Barbara. «Come ente non dobbiamo limitarci a spendere le risorse, ma misurare le ricadute che questi investimenti producono sui territori» ha spiegato. La strategia territoriale dispone complessivamente di 26,45 milioni di euro, di cui 20,85 milioni provenienti dal Programma regionale Fesr 2021-2027 e 5,6 milioni di risorse regionali. Una parte dei finanziamenti è già stata utilizzata per interventi nell’area archeologica di Mont’e Prama, a Tharros, al Museo civico e a San Salvatore. C’è poi l’ampliamento della Sala del Paesaggio, passata da circa 250 a 550 metri quadrati e per il momento sede del corpus riunificato dei Giganti. La nuova tranche da 17,4 milioni segna ora l’avvio della fase più consistente del progetto e punta a completare il percorso di crescita del sistema Mont’e Prama, sempre più orientato a unire valorizzazione del patrimonio, ricerca scientifica e sviluppo del territorio.
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