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Oristano

Il caso

Bocciatura del piano idrogeologico, quanto costano i danni alla città

di Michela Cuccu
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Oristano panorama
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Mozione sull’archiviazione taciuta presentata dalla minoranza: «La giunta riferisca sugli effetti di questo blocco procedurale»

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Oristano Il buco nero amministrativo che ha inghiottito la bocciatura del Piano di assetto idrogeologico per oltre sei mesi non è più solo una questione tecnica, ma una battaglia politica senza precedenti. Con il deposito di una mozione urgente, il centrosinistra ha formalmente sfidato l’amministrazione Sanna, chiedendo di fare finalmente piena luce sull’archiviazione del piano da parte della Regione. L’atto, che ha come prima firmataria Maria Obinu è un vero e proprio atto di accusa contro la coltre di silenzio che ha impedito per mesi a cittadini e tecnici di conoscere la verità: della pratica, accantonata dalla Regione già il 15 gennaio, non è mai stata data comunicazione ufficiale. I firmatari denunciano con durezza come tale «silenzio istituzionale privi il Consiglio e la città della dovuta conoscenza su un blocco procedurale che influisce direttamente sullo sviluppo del territorio e sull’applicazione continuativa delle misure di salvaguardia provvisorie».

Il cuore della mozione è la valutazione della responsabilità politica dell’amministrazione in un contesto in cui la trasparenza appare gravemente compromessa. L’interpellanza chiede di chiarire «quali siano state le ragioni tecniche e amministrative che hanno impedito di produrre la documentazione idonea richiesta dalla Regione», interrogandosi al contempo sui «motivi della coltre di silenzio inspiegabilmente stesa per evitare che si sapesse della bocciatura, come se il segreto potesse rimanere celato tanto a lungo». L’iniziativa del centrosinistra arriva dopo le prime istanze di chiarimento avanzate nei giorni scorsi dallo stesso gruppo di minoranza con un’interpellanza che aveva come prima firmataria Francesca Marchi e poi dal gruppo Oristano al Centro di Giuliano Uras e Roberto Pisanu, e trascina il dibattito su un piano di confronto istituzionale più ampio e strutturato. La vicenda, del resto, è complicata dalla querelle tra l’ex assessore Ivano Cuccu – che si dichiara vittima di una gogna mediatica – e il presidente della commissione Urbanistica Fulvio Deriu, il quale ha rivelato l’esistenza di una riunione del 3 febbraio in cui Ivano Cuccu avrebbe rassicurato i presenti sul regolare andamento della pratica, nonostante l’archiviazione fosse già realtà. Un fatto che getterebbe un’ombra inquietante sulla correttezza dei flussi informativi, sollevando dubbi sulla reale capacità di controllo degli atti da parte della giunta Sanna.

Il centrosinistra punta a blindare l’attività consiliare con richieste stringenti: piena trasparenza su ogni atto, una verifica fiscale sui danni subiti dai cittadini che hanno versato l’Imu su terreni considerati edificabili ma di fatto bloccati, e infine un cronoprogramma vincolante entro trenta giorni per il riavvio dell’iter. I firmatari hanno chiesto che la mozione sia discussa «con carattere d’urgenza, considerata la rilevanza della vicenda per la trasparenza amministrativa, per la credibilità dell’ente, per la pianificazione urbanistica della città e per la tutela economica dei cittadini e dei proprietari coinvolti». Secondo la minoranza l’amministrazione guidata da Massimiliano Sanna deve ora rispondere puntualmente in aula: per i consiglieri, la gestione di questo blocco ha lasciato i proprietari in un inaccettabile limbo fiscale e urbanistico che impone un radicale cambio di passo amministrativo e la doverosa verifica di ogni singola responsabilità politica e dirigenziale, necessaria per ristabilire la fiducia con la collettività e garantire finalmente la ripresa della pianificazione.

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