La Nuova Sardegna

La rivelazione

Il dramma di Clemente Mastella: «Ho un tumore, la mia paura più grande è morire da solo»

Il dramma di Clemente Mastella: «Ho un tumore, la mia paura più grande è morire da solo»

L'annuncio del sindaco di Benevento durante le celebrazioni per la Madonna delle Grazie: «Quando l'ho saputo mi è mancato il fiato. Ora devo decidere come curarmi»

2 MINUTI DI LETTURA





Benevento «Anche io sono malato, spero di farcela. A tutti chiedo di pregare per me». Con queste parole, pronunciate d'impulso nella basilica della Madonna delle Grazie, Clemente Mastella ha rivelato pubblicamente la sua battaglia contro un tumore. L'annuncio è arrivato a sorpresa nella giornata dedicata alle celebrazioni della patrona del Sannio, subito dopo che l'arcivescovo Michele Autuoro, durante l'omelia, aveva rivolto un pensiero ai malati. Una confessione inaspettata che ha fatto calare un gelido silenzio nella chiesa gremita, sciolto poco dopo da un lungo applauso di incoraggiamento dei concittadini, molti dei quali si sono avvicinati per stringergli la mano e ricordargli il suo spirito da lottatore. Per Mastella, ormai giunto al termine del suo secondo mandato da primo cittadino, si trattava con molta probabilità dell'ultimo intervento ufficiale in occasione di questa ricorrenza.

I dettagli e il peso emotivo di questo dramma personale sono stati poi approfonditi dallo stesso politico – storico esponente della Democrazia Cristiana e da sempre anima del centro – in un’intervista rilasciata al Corriere della Sera. «Ho capito di avercelo da un bel po’ di tempo, ma mi è stato diagnosticato solo di recente», ha raccontato. «Quando l’ho saputo mi è mancato il fiato». Ora il sindaco si trova davanti a un delicato bivio clinico, ed è chiamato a prendere decisioni difficili riguardo il proprio percorso terapeutico: «Sono una persona nota, ho chiesto pareri e consigli anche a molti amici medici. Ma alla fine dovrò essere io a scegliere se operarmi o insistere con la terapia medica». Mastella assicura di non temere la morte in sé e di sentire un fortissimo attaccamento alla vita, alimentato dall'amore per la sua famiglia. Tuttavia, confessa un timore profondo e intimo: «Ho paura di morire da solo. I ricordi non bastano. E prego anche perché questo non accada». Una fragilità che stravolge le prospettive e mette in crisi le certezze di una vita intera, anche per chi ha fatto del pensiero la propria professione. «Da giovane ho insegnato filosofia all’università e ho sempre avuto un approccio razionale – conclude Mastella –. Poi la vita irrompe, e ti accorgi che la razionalità non basta».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Trasporti

Da Alghero a Cagliari in aereo: il primo volo è partito, a bordo il cronista della Nuova – Il racconto

di Francesco Zizi
Le nostre iniziative