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La rinascita del bosco dopo l’inferno di fuoco: ecco 500 nuovi alberi

di Michela Cuccu
La rinascita del bosco dopo l’inferno di fuoco: ecco 500 nuovi alberi

Cinque anni dopo la tragedia che rase al suolo ben 12mila ettari di vegetazione, arriva la rinascita

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Cuglieri C’è un momento in cui il dolore per una terra ferita si trasforma in energia creativa. Quel momento, a Cuglieri, nel cuore ferito del Montiferru, ha finalmente il volto di un bosco che torna a respirare. Cinque anni dopo il devastante incendio del luglio 2021, che ha raso al suolo 12mila ettari di patrimonio naturale sardo in pochi drammatici giorni, il Casteddu Etzu non è più soltanto il simbolo silenzioso di una tragedia, ma diventa oggi un laboratorio vivente di speranza, ricostruzione e resilienza. Si è concluso in questi giorni un intervento di forestazione e messa in sicurezza che ha restituito dignità e nuova linfa a 10mila metri quadrati di territorio attorno all’antico maniero medievale. Un’operazione chirurgica, resa possibile grazie al sostegno della Cassa di sovvenzioni e risparmio fra il personale della Banca d’Italia, e nata dalla stretta sinergia con l’Associazione Montiferru. Il progetto si inserisce nella prestigiosa campagna nazionale Mosaico verde di AzzeroCO2 e Legambiente, unendo forze diverse, istituzionali e civiche, per un unico, ambizioso obiettivo: curare e rigenerare il vasto territorio.

Le fiamme del 2021 non avevano bruciato soltanto alberi. Avevano colpito l’identità profonda di una comunità, distruggendo ulivi millenari, oleastri e boschi secolari che raccontavano la storia della Sardegna. Il rischio idrogeologico, lasciato in eredità dal rogo, minacciava la stabilità stessa dell’area del Casteddu etzu, esponendo il versante a pericoli concreti e rendendo il sito impraticabile. Oggi, lo scenario è radicalmente mutato. Il lavoro è stato meticoloso: si è partiti dalla rimozione degli alberi danneggiati, proseguendo con la pulizia delle zone bruciate e la trasformazione in compost del materiale vegetale, fino alla vera e propria riforestazione. La messa a dimora di 500 giovani piante autoctone — tra cui corbezzoli, filliree, castagni e ciliegi — è stata pianificata con una strategia ecologica lungimirante. Queste nuove piante fungeranno infatti da isole di disseminazione. Una volta adulte, saranno cioè il motore naturale capace di spargere semi e favorire la rigenerazione spontanea dell’intero versante. È la natura che, supportata e assistita dalla cura dell’uomo, riprende il comando del paesaggio. «Dopo le catastrofi ambientali, la natura trova sempre la forza per ripartire e rigenerarsi. Così è stato in diverse aree del Montiferru, ma non in tutte. In quei siti dove la ripresa è stata più difficile e lenta, l’intervento dell’uomo è diventato determinante» sottolinea il sindaco di Cuglieri, Andrea Loche, ricordando come l’intervento abbia sancito una nuova, vitale alleanza tra la comunità e l’ambiente. Pensiero condiviso da Pier Paolo Arca, presidente dell’Associazione Montiferru: «Il lavoro, meticoloso e premuroso, ha permesso di restituire alla comunità un luogo simbolo. Abbiamo ripristinato gli habitat vegetali, assicurando il soccorso idrico affinché le piante potessero attecchire». Come ha ricorda Marta Battaglia, presidente di Legambiente Sardegna, fare squadra per rigenerare il territorio ferito dà forza all’impegno quotidiano contro l’erosione ambientale. Infine, per Sandro Scollato, amministratore delegato di AzzeroCO2 «curare la natura è il più grande e concreto investimento». © RIPRODUZIONE RISERVATA

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