Reperti archeologici e dipinti torneranno allo splendore originario: il restauro
L’intervento coinvolgerà l’antiquarium Arborense e la Pinacoteca comunale
Oristano Reperti archeologici che torneranno visibili al pubblico, dipinti del Novecento restaurati, nuove tecnologie per monitorare lo stato di conservazione delle opere e persino cantieri aperti ai visitatori. È il progetto con cui la Fondazione Oristano si è aggiudicata il contributo massimo previsto dal bando 2026 della Fondazione di Sardegna dedicato al patrimonio culturale: 35mila euro destinati a un intervento che coinvolge insieme l’Antiquarium Arborense e la Pinacoteca comunale Carlo Contini. «Si tratta di un progetto che mira al restauro di pezzi archeologici dell’Antiquarium Arborense e di opere pittoriche della Pinacoteca comunale – spiega il presidente della Fondazione Oristano, Carlo Cuccu –. Il progetto unisce i due interventi con l’obiettivo di conservare e valorizzare il patrimonio archeologico e storico-artistico del territorio oristanese, rendendolo più accessibile e fruibile».
Per l’Antiquarium è previsto il recupero di un lotto di reperti archeologici di proprietà comunale, databili dalla preistoria all’età romana. Dopo l’autorizzazione della competente Soprintendenza, restauratori qualificati eseguiranno analisi preliminari, pulitura, consolidamento, interventi per inibire la corrosione, integrazioni dove necessarie e una completa documentazione fotografica e conservativa. Un lavoro che consentirà di restituire alla fruizione pubblica materiali di particolare interesse scientifico e storico. «Per quanto ci riguarda, il finanziamento della Fondazione di Sardegna è destinato al restauro di reperti archeologici di particolare interesse che necessitano di un intervento conservativo. Le attività sono in fase di avvio – spiega la direttrice Carla Del Vais –. I reperti restaurati verranno esposti nel nuovo allestimento, che è in avanzata fase di definizione». Il museo resta attualmente chiuso, così come la pinacoteca per lavori strutturali. Il prossimo 18 luglio, negli adiacenti locali dell’Hospitalis Sancti Antoni, sarà ospitata per la rassegna Dromos la mostra fotografica dell’artista giapponese Nobuyoshi Araki, un appuntamento di livello internazionale.
In pinacoteca, una selezione di opere sarà sottoposta a interventi di pulitura, trattamenti delle superfici e revisione dei supporti. Il programma comprende inoltre una campagna fotografica, una sistematica schedatura conservativa e un piano di conservazione preventiva basato sul monitoraggio delle condizioni ambientali attraverso sensori e data logger, così da garantire nel tempo la migliore tutela possibile delle collezioni. La direttrice Silvia Loddo sottolinea l’importanza del lavoro condiviso tra le istituzioni culturali cittadine. «Grande valore ha avuto il lavoro di squadra, che ha permesso di vincere questo importante bando, mettendo in rete i due poli museali della città, con il prezioso supporto di Francesco Obino e Francesca Loi della Fondazione Oristano». Un momento importante sarà rappresentato dalla partecipazione dei cittadini: «La campagna di restauro prevede momenti di apertura dei lavori al pubblico, durante i quali sarà possibile assistere dal vivo agli interventi materiali sulle opere». Il progetto di restauro è già ai nastri di partenza: «Stiamo avviando gli interventi – conclude Loddo, che anticipa anche i tempi per il fine lavori –. Riapriremo in autunno con il nuovo allestimento della collezione permanente e con un progetto dedicato alle cartoline che prevede la realizzazione di una serie limitata di nuove cartoline d’autore da Oristano». Un percorso che accompagnerà la riapertura del museo con un’offerta culturale rinnovata, capace di coniugare tutela del patrimonio, valorizzazione delle collezioni e coinvolgimento del pubblico. © RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
