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Oristano

Il caso

È destinataria di un alloggio comunale, ma è ancora un cantiere: l’odissea di un’invalida per avere una casa – Le immagini

di Michela Cuccu
È destinataria di un alloggio comunale, ma è ancora un cantiere: l’odissea di un’invalida per avere una casa – Le immagini

La denuncia arriva in Municipio: «La struttura è già idonea per l’emergenza abitativa»

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Oristano Non è un alloggio, è un percorso a ostacoli dove la dignità viene messa a dura prova ogni giorno. Per Luisa, 63 anni e nome di fantasia, il trasferimento nell’ex scuola di Donigala – pensato per essere la soluzione all’emergenza abitativa di una donna invalida e in lista d’attesa per un alloggio popolare – si è trasformato in un incubo a occhi aperti. Una donna che ha passato la vita a prendersi cura dei malati e degli anziani. Oggi, però, a prendersi cura di lei resta solo il fragore di un cantiere che non dorme mai.

La realtà dei fatti non ammette sconti: la struttura non è pronta. Per varcare la soglia di quella che dovrebbe essere la sua casa, Luisa è costretta a percorrere un corridoio di cemento tra trincee, tubi scoperti e le recinzioni del resto del cantiere, dove c’è ancora il basamento dell’ex scuola da demolire. Una barriera fisica insormontabile per chi, come lei, vive sulla propria pelle il peso di una condizione di fragilità. Non c’è pace, non c’è sicurezza. All’interno, l’aria è ferma, rovente. Senza condizionatori, le stanze diventano forni che l’hanno già mandata in ospedale, stremata da un malore causato dal caldo estremo. A questo si somma l’isolamento: Donigala, per una donna con le sue patologie, è una prigione logistica che le impedisce di raggiungere le cure di cui ha urgente bisogno, isolandola dal resto della città. Il comunicato del Comune restituisce però una versione differente.

Ieri mattina, sabato 5 luglio, il sindaco Massimiliano Sanna, con la Polizia locale e la dirigente Milena Deligia, ha effettuato un sopralluogo nell’ex scuola adibita al progetto Housing First, dopo le segnalazioni. Il primo cittadino ha confermato che l’interno è in regola, promettendo un ingresso migliore, e ha parlato con gli altri due ospiti che, malgrado il caldo, si dicono soddisfatti del supporto ricevuto. Dal Comune spiegano che l’apertura di una settimana fa, pur con lavori esterni in corso, è stata una scelta condivisa con i beneficiari per dare una risposta immediata ed evitare ulteriori attese a persone in temporanea difficoltà. «Garantire un alloggio sicuro era prioritario» ha spiegato la dirigente Deligia. «Solo una persona ha espresso insoddisfazione e cerchiamo una via alternativa; la signora avrà comunque il supporto dei servizi sociali per i suoi spostamenti primari».

Sul piano tecnico, la responsabile e ingegnera Sara Angius precisa che la struttura è sostanzialmente completata: il problema dell’aria condizionata dipende da un adeguamento elettrico richiesto all’Enel ed emerso a pieno esercizio, mentre all’esterno le aree di cantiere sono delimitate e sicure. «Lavoriamo per rispondere al meglio a ciascuno» chiosa Sanna. Ma oltre le note ufficiali, c’è Luisa, che attende in un letto provvisorio l’accelerata di passo da parte della burocrazia. Ieri sera, intanto, il Comune ha disposto che la donna venga trasferita in un b&b dove almeno, non patirà il caldo. © RIPRODUZIONE RISERVATA

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