Stop della Regione alla centrale agrivoltaica nel bosco protetto: cosa sta succedendo
Il Gruppo di intervento giuridico ha vinto il primo round
Santu Lussurgiu Si ferma, almeno per il momento, l’iter per la realizzazione della centrale agrivoltaica prevista a San Leonardo di Siete Fuentes, nel territorio di Santu Lussurgiu. Il Servizio Valutazioni e incidenze ambientali della Regione ha stabilito che il progetto dovrà essere sottoposto alla procedura di verifica di assoggettabilità a Valutazione di impatto ambientale (VIA), passaggio che non era stato effettuato prima dell'avvio dell'iter autorizzativo. A renderlo noto è il Gruppo d’Intervento Giuridico (GrIG), che lo scorso 14 aprile aveva presentato un'opposizione sostenendo l'illegittimità della procedura seguita.
Secondo l’associazione ambientalista, un impianto agrivoltaico da 19,847 MW di potenza di picco, previsto in un’area agricola di circa 30 ettari sottoposta a vincoli paesaggistici e culturali, non poteva essere autorizzato tramite una semplice Procedura abilitativa semplificata (Pas), ma doveva essere preventivamente sottoposto allo screening ambientale. Nella nota di giovedì 9 luglio, il Servizio regionale conferma che l’impianto, localizzato in zona agricola E2 del Piano urbanistico comunale, rientra tra quelli che devono essere sottoposti alla verifica di assoggettabilità a VIA. La struttura regionale ricorda inoltre che, in base al decreto legislativo 152 del 2006, i provvedimenti autorizzativi adottati senza la verifica ambientale, quando prevista, sono annullabili per violazione di legge.
Il GrIG evidenzia anche altri aspetti che, a suo giudizio, meritano approfondimenti. In particolare, osserva che il progetto è stato presentato dalla società San Leonardo di Siete Fuentes Srl, e non da un coltivatore diretto o da un imprenditore agricolo professionale, come previsto dalla normativa regionale ancora vigente per gli impianti agrivoltaici in zona agricola. L’associazione sostiene inoltre che non risulterebbe prodotta la documentazione richiesta dalla normativa nazionale per attestare il mantenimento di almeno l’80 pere cento della produzione agricola del fondo. Critiche vengono rivolte anche al Suape dell’Unione dei Comuni del Montiferru e Alto Campidano, che nell’aprile scorso aveva ritenuto corretta la procedura autorizzativa attraverso la Pas. Per il momento, dunque, il progetto non potrà proseguire: prima di qualsiasi autorizzazione dovrà essere avviata e conclusa la procedura di verifica di assoggettabilità alla Valutazione di impatto ambientale, come richiesto dal Servizio regionale.
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