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Lavori pubblici

Abbanoa investe per combattere la siccità: in capo 19 milioni di euro

di Enrico Carta
Abbanoa investe per combattere la siccità: in capo 19 milioni di euro

Più acqua disponibile, nuove tecnologie di depurazione e rete di approvvigionamento implementata

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Oristano Più acqua disponibile, nuove tecnologie di trattamento e una rete di approvvigionamento capace di resistere meglio a siccità e criticità delle sorgenti. Dopo anni di attesa, il nuovo potabilizzatore di Silì compie un passo decisivo verso la realizzazione. Il consiglio di amministrazione di Abbanoa ha dato il via libera all’atto che consente di sbloccare l’intervento, destinato a diventare uno dei più importanti investimenti infrastrutturali degli ultimi anni per il servizio idrico dell’Oristanese. L’opera prevede un investimento di 19 milioni di euro. Ai 13 già disponibili se ne sono aggiunti altri 6 stanziati dalla Regione, risorse che hanno consentito di chiudere il quadro finanziario necessario per portare avanti il progetto.

Parallelamente Abbanoa ha evitato di ripartire da zero con una nuova procedura, portando avanti un confronto con l’associazione temporanea di imprese che si era aggiudicata l’appalto integrato nel 2015, comprensivo della progettazione definitiva ed esecutiva. Il nuovo impianto sorgerà al posto dell’attuale potabilizzatore e rappresenterà un salto di qualità sia dal punto di vista produttivo sia sotto quello tecnologico. La capacità di trattamento passerà dagli attuali 60-80 litri al secondo a 460 litri al secondo. L’impianto sarà completamente automatizzato, utilizzerà sistemi di ultrafiltrazione delle acque grezze e potrà contare anche sull’energia prodotta dai pannelli fotovoltaici, la cui installazione è già iniziata nelle aree disponibili del sito. Il vero cambiamento riguarda però lo schema complessivo di distribuzione dell’acqua. Il futuro potabilizzatore sarà il nodo centrale di un sistema integrato che potrà attingere da diverse fonti: le sorgenti di Bau Nou e Santu Miali, le risorse della diga cantoniera sul Tirso e i pozzi di Silì, recentemente sottoposti a interventi di riqualificazione. Una flessibilità che consentirà di compensare i problemi causati dai periodi di siccità, dai fenomeni di intorbidimento delle sorgenti durante le piogge intense e dall’aumento della salinità registrato nei pozzi attorno a Oristano.

Grazie al nuovo assetto saranno serviti proprio il capoluogo e via a seguire Donigala Fenugheddu, Massama, Nuraxinieddu, Silì, Torregrande, Cabras, San Giovanni di Sinis, San Salvatore, Solanas, Is Aruttas, Su Bardoni e Mariermi. Il progetto avrà inoltre effetti su un’area ancora più vasta. In prospettiva, infatti, il nuovo impianto potrà sostenere anche l’acquedotto Tirso Sud, del quale Abbanoa ha già realizzato quasi 30 chilometri di condotte a servizio di Marrubiu, Arborea, Uras, Terralba e San Nicolò d’Arcidano. Lo schema dell’acquedotto sarà poi completato con ulteriori interventi: un ramo destinato a rifornire Santa Giusta e Palmas Arborea e un secondo collegamento tra l’impianto di sollevamento di Uras-Madala e il serbatoio di Mogoro, rafforzando ulteriormente la sicurezza dell’approvvigionamento nell’intero territorio.

Dopo l’approvazione del cda, presieduto da Giuseppe Sardu e dai consiglieri Anna Maria Busia e Cristiano Camilleri, sarà ora formalizzata la firma dell’atto con le imprese aggiudicatarie. Da quel momento scatteranno i 120 giorni previsti per l’avvio del cantiere, con l’obiettivo di far partire i lavori entro la fine dell’anno. «Come già avvenuto per altre importanti opere – ha dichiarato il presidente di Abbanoa Giuseppe Sardu – fin dal nostro insediamento ci siamo attivati per sbloccare la realizzazione di infrastrutture fondamentali per migliorare il servizio. L’appalto di Silì rischiava di naufragare, ma abbiamo definito la strada migliore per poter avviare il cantiere. È stata fondamentale la collaborazione dell’impresa appaltatrice che ha garantito la disponibilità». © RIPRODUZIONE RISERVATA

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