Emergenza incendi, ci sarebbe la mano dell’uomo dietro al grave rogo – Cosa sappiamo
Il Corpo forestale è al lavoro per identificare chi avrebbe appiccato il fuoco
Bosa Ci sarebbe la mano dell’uomo dietro il vasto incendio che ieri pomeriggio, domenica 12 luglio, ha tenuto con il fiato sospeso le campagne di Bosa. Le prime verifiche del Corpo forestale indirizzano infatti verso l’ipotesi del rogo doloso. Sono in corso gli accertamenti per individuare i responsabili dell’incendio divampato nella zona di Coroneddu-Abba Mala, tra Bosa e Modolo, dove le fiamme hanno lambito un resort turistico e diverse abitazioni, rendendo necessaria l’evacuazione precauzionale di alcune famiglie. L’intervento è stato particolarmente complesso. Per contenere il fronte del fuoco sono entrati in azione due elicotteri della flotta regionale decollati dalle basi di Bosa e Anela, il Super Puma partito da Fenosu e, successivamente, due Canadair arrivati da Olbia. Le operazioni sono state coordinate dal Direttore delle operazioni di spegnimento della Stazione forestale di Bosa, con il supporto dei vigili del fuoco, delle squadre di Forestas e dei volontari. Il tempestivo dispiegamento di uomini e mezzi ha consentito di evitare conseguenze ancora più gravi. Il fuoco, alimentato dal caldo e dal vento, si è avvicinato pericolosamente alle strutture ricettive e alle case della zona, costringendo all’allontanamento di alcuni residenti e ospiti mentre i mezzi aerei effettuavano continui lanci d’acqua anche dal mare antistante la spiaggia di Turas. Concluse le operazioni di spegnimento e avviata la bonifica dell'area, l’attenzione si concentra ora sulle indagini. Gli investigatori del Corpo forestale stanno ricostruendo l’esatta dinamica dell’innesco e raccogliendo tutti gli elementi utili per risalire agli autori del gesto, che, se confermato, si aggiungerebbe alla lunga serie di incendi di origine dolosa che ogni estate mettono a rischio il patrimonio ambientale della Sardegna. (cat.co.)
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