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La protesta

Impennate e sgasate, notti insonni per colpa degli scooter: i cittadini insorgono – Ecco che cosa succede

di Michela Cuccu
Impennate e sgasate, notti insonni per colpa degli scooter: i cittadini insorgono – Ecco che cosa succede

La singolare protesta per l’eccessivo rumore nel quartiere con tanto di invito al comandante della polizia locale: «Venga a dormire a casa nostra per capire»

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Terralba Un invito a cena con «pernottamento incluso» per toccare con mano, o meglio, udire in diretta, un problema che non lascia dormire il quartiere. È l’ironica quanto amara iniziativa di Renato Rossi, residente in via Don Mocci nel rione di San Ciriaco, che ha deciso di rivolgersi direttamente al comandante della polizia locale, Stefano Dessanai, per denunciare quella che definisce l’invivibilità notturna causata dal passaggio incessante di ciclomotori. Nella lettera, inviata per conoscenza anche al sindaco, il cittadino che si fa portavoce anche per altri residenti non usa mezzi termini. Invitando il comandante a trascorrere una serata a casa propria, premette con tagliente sarcasmo: «Difficilmente potrà riposare. Il fracasso provocato da motorini con scarichi non a norma, impennate e sgasate glielo impediranno». Una situazione che, spiega Renato Rossi, purtroppo, non è un episodio isolato, ma una realtà quotidiana che stravolge la vita di anziani, persone malate e lavoratori che necessitano del riposo notturno.

La vicenda ha radici profonde. Il cittadino, infatti, aveva già segnalato lo stato di fastidio acustico al sindaco Sandro Pili: «Il primo cittadino mi ha risposto con cortesia, comprendendo il disagio e assicurando un interessamento diretto col comando di polizia locale. Tuttavia, da quella promessa, nulla è cambiato. I ragazzi continuano a scorrazzare senza freni, rendendo le ore notturne un calvario». Senza freni e con il motore a pieni giri. Il disturbo della quiete pubblica è solo la punta dell'iceberg. Il problema si estende alla sicurezza stradale, diventando un pericolo concreto durante il giorno: «Persino nel cuore del paese le manovre spericolate di questi centauri mettono a serio rischio la vita di chi pedala, dei bambini e degli altri utenti della strada». Richiamando l'articolo 659 del codice penale, che punisce il disturbo delle occupazioni o del riposo delle persone, ribadisce di non voler negare il diritto alla mobilità, ma di pretendere il rispetto delle minime norme di civiltà. Arriverà la risposta del Comune?

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